Roma-Nyon filo diretto
Il 30 giugno si avvicina, così come il settlement agreement da rispettare. Massara prepara le cessioni, mentre la società parla con la Uefa, che apre allo sconto con multa
(GETTY IMAGES)
Ascendente bilancio. Mentre la Roma sul campo prepara la partita contro la Fiorentina e quella fuori dal campo tenta di programmare il suo futuro (in queste ore è atteso Ryan Friedkin in città, dove proseguirà la ricerca del nuovo ds), tra le scrivanie di Trigoria si gioca un’altra gara, parallela, con occhi puntati su Nyon. Una corsa contro il tempo per arrivare pronti al solito appuntamento del 30 giugno, che quest’anno più di altre volte determinerà l’oggi e il domani romanista. Già, perché a inizio estate si chiuderà il settlement agreement, piano di rientro quadriennale firmato tra la Uefa e il club dei Friedkin nel 2022.
Rispettarlo non sarà facile, ma da settimane ormai Massara riceve e contatta procuratori in cerca di offerte giuste per avvicinare il target da circa 80 milioni di euro di plusvalenze. Circa, perché in realtà una cifra esatta non ce l’hanno ancora neanche dentro Trigoria, semplicemente perché alcune variabili sono ancora da decifrare. In parte dipenderà anche dall’esito delle quattro giornate che mancano da qui alla fine del campionato. La Champions ormai è difficile e l’eventuale introito dall’Europa dei grandi andrà a supportare il bilancio successivo (quello dal 1° luglio in poi), ma il piazzamento finale comunque inciderà sui conti, così come l’introito dal botteghino. A far calare la quota plusvalenze (che a inizio stagione era stimata intorno ai 100 milioni e, dopo il mercato di gennaio, non era certo calata) ci hanno pensato, negli ultimi mesi, gli incassi da sponsor, con gli ingressi di WizzAir e Eurobet.live a riempire, oltre la maglia, anche le casse romaniste. Potrebbe poi subentrare l’incasso dalla causa legata ai diritti tv tra Lega Serie A e IMG, con i club che hanno firmato per un incasso totale di 300 milioni di euro. Di questa torta, alla Roma dovrebbe spettare una fetta da circa 15 milioni. Non è ancora chiaro, però, se il bonifico arriverà a Trigoria in tempo utile per essere registrato sull’attuale bilancio. Infine, restando in tema legale, il “caso Calafiori”, con la Roma che dovrebbe ricevere ancora dei soldi dal Basilea dopo il trasferimento del difensore all’Arsenal, è finito davanti alla corte Fifa, ma le tempistiche sembrano ancora lunghe.
Il resto, insomma, andrà trovato sul mercato, con sacrifici (giusto parlare al plurale, perché le cessioni eccellenti saranno più di una) fatti all’altare delle plusvalenze. Oltre al lavoro quotidiano di Massara, però, va avanti in contemporanea quello diplomatico con Nyon, dove ha sede la Uefa. L’organo europeo, infatti, potrebbe concedere uno sconto (come già fatto in passato) a fronte di una multa, anche esosa. Tornando ai cedibili, i nomi dei papabili, considerando il valore attuale e il peso a bilancio, sono sempre gli stessi: Svilar, Pisilli, Koné e Ndicka su tutti. A quest’ultimo, però, andrà riconosciuto un 20% dell’eventuale incasso (la famosa cessione del quinto, giusto?).
Tutti dossier aperti sulla scrivania di Massara, che porta avanti il suo lavoro. Nel frattempo, la società cerca il suo probabile sostituto. I profili rimangono: Manna, D’Amico, Sogliano, Giuntoli e Paratici. In ordine di gradimento, con gli ultimi due più defilati. Di doman non v’è certezza, ma il 30 giugno s’avvicina.
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