AS Roma

A Pasqua con i tuoi

Prima del 1978 successe diverse volte, nel 2017 sarebbe potuto succedere. Nel 1973 segnò l’esordio in Serie A di Agostino Di Bartolomei, proprio a San Siro contro l’Inter

PUBBLICATO DA Vittorio Cupi
30 Marzo 2026 - 07:00

Domenica 5 aprile la Roma gioca contro l’Inter. Sarà il giorno di Pasqua e non è un qualcosa cui eravamo abituati. Certo, se fosse veramente “Pasqua con chi vuoi”, molti non avrebbero dubbi: la vorrebbero passare con la Roma. Poteva succedere qualche anno fa, perché Roma-Atalanta era stata programmata il 16 aprile 2017, domenica di Pasqua. La Roma infatti era ancora in corsa per l’Europa League e ci sarebbe stata per i giallorossi la possibilità di scendere in campo il giovedì precedente. Al di là del fatto che in quegli anni quando partecipava all’Europa League la Roma non veniva mai programmata di lunedì, al momento dell’annuncio non mancarono le polemiche. L’eliminazione subita dal Lione la fece rientrare e così la Roma poté giocare di sabato, come si faceva in Italia ormai dal 1979 (anche se nel 2004 ci furono due eccezioni per due partite di recupero, anche quelle con polemiche).
Ma la particolarità sulla prossima domenica è che già in un’altra occasione si giocò Inter-Roma nel giorno di Pasqua. Era il 22 aprile 1973 e nella squadra giallorossa, allenata allora da Trebiciani, esordì un giovane centrocampista, l’allora diciottenne Agostino Di Bartolomei, subentrato al posto di “Ciccio” Cordova. Finì 0-0 e fu l’inizio di una storia indelebile per il club capitolino. 

L’ultima volta in cui la Roma giocò nel giorno di Pasqua, infatti, risale al 26 marzo 1978. Roma-Vicenza 1-1. Letta così, può sembrare una delusione, ma in realtà quello fu il miglior Vicenza della storia, con un Paolo Rossi capocannoniere della Serie A, che sfiorò lo scudetto. La Roma, invece, fece un campionato da centroclassifica e quello, tutto sommato, fu un buon punto, con vantaggio ospite di Guidetti ed autogol di Prestanti. Quella fu l’ultima volta e già in quei giorni non mancarono le polemiche, sollevate dal Vaticano. La Lega decise comunque di mantenere il calendario nel modo in cui era stato programmato, approfittando del clima mite di fine marzo e dell’alta posta in palio nelle ultime giornate. E il pubblico rispose: quasi 37.000 persone presenti quel giorno, perché tutti volevano seguire le vicende della Roma.

Più deludenti i pareggi pasquali precedenti. Già, perché per arrivare all’ultima vittoria romanista nel giorno di Pasqua bisogna risalire al 2 aprile 1972, Roma-Napoli 1-0 con gol di Renato Cappellini. Un altro Roma-Napoli più famoso che si giocò sempre il giorno di Pasqua, il 29 marzo 1959, fu quello in cui per la prima volta all’Olimpico comparve il tabellone luminoso, dove a fine partita si poté leggere: “Roma-Napoli 8-0”, seconda vittoria con lo scarto più ampio nella storia dei campionati della Roma dopo il 9-0 alla Cremonese della stagione 1929/1930. A Pasqua la Roma si divertì anche in quella stagione: domenica 20 aprile 1930, Roma-Pro Vercelli 7-0, davanti agli occhi di Dino Viola, giovane tifoso per la prima volta presente a Campo Testaccio. Almeno, in base ad alcune ricostruzioni, sembra essere quella la “prima volta” del futuro presidente del secondo scudetto.

Nell’uovo di Pasqua la Roma trovò spesso belle sorprese, in totale vinse 18 volte su 43 partite, compresi i campionati di guerra. Il 12 aprile 1936 batté la Sampierdarenese pur essendo rimasta in otto contro undici, eroico, in particolare, fu Evaristo Frisoni, che rimase fermo col braccio fasciato perché vittima di una sublussazione alla spalla (Bekcenbauer a Messico 1970, insomma, non ha inventato nulla), una vittoria fondamentale per una squadra commovente, in lotta per lo scudetto nonostante tante disavventure (a partire dalla fuga di Guaita, Scopelli e Stagnaro) che purtroppo pagò i tanti infortuni nella domenica successiva a Brescia.
Il 18 aprile 1954, invece, Pasqua significò derby: Lazio-Roma 1-2, con i giallorossi in vantaggio 2-0 già dopo venti minuti grazie ai gol di Bortoletto e Celio. Decisive le parate del portiere Giuseppe “Bepi” Moro, in un clima per niente pasquale, dato che a 17 minuti dalla fine Bettini e Antonazzi furono espulsi per reciproche scorrettezze e la Roma finì in 9 contro 10, dato che qualche minuto prima il centravanti Carlo Galli era stato costretto a uscire dopo l’ennesimo brutto fallo commesso dai difensori laziali su di lui. Nonostante l’inferiorità numerica, arrivata sul punteggio di 2-1, la squadra giallorossa riuscì a resistere e a portare a casa (anzi, trattandosi di derby, a “lasciare a casa”) la vittoria. Fu il primo derby vinto dopo il ritorno in Serie A. Pasqua di resurrezione.

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