AS Roma

Gasperini in famiglia, in attesa di confronti

Dopo il nervosismo, Gian Piero si gode il giorno libero. Complicati i rapporti con Ranieri e Massara. Friedkin ha rimandato le decisioni a più avanti. Per il futuro serve unità

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Valdarchi
24 Marzo 2026 - 06:00

Non c’è riuscito il ritorno alla vittoria contro il Lecce, chissà se ce l’avrà fatta una giornata di riposo trascorsa in famiglia nella Capitale a far tornare il sereno nell’animo di Gasperini. Probabilmente no, visto che i motivi dell’indisposizione - con cui il club ha giustificato il suo silenzio domenica sera - sono tutti ancora lì. In principio erano le incomprensioni sul mercato, poi la scarsa vicinanza dei vertici lamentata da Gasp - anche solo con l’elogio estremo della presenza di Ryan Friedkin a gennaio -, fino alla gestione degli infortuni e, dulcis in fundo, la mancata programmazione del futuro.

Ecco, il futuro, il grande assente del rapido confronto andato in scena venerdì, a poche ore dall’eliminazione della Roma dall’Europa League per mano del Bologna. In quella circostanza, la triade romanista - Gasperini, Massara e Ranieri, elencati in ordine alfabetico per non far torto a nessuno - è stata catechizzata dalla proprietà, rappresentata a Trigoria ancora una volta da Friedkin junior. Ai tre, divisi ormai da frizioni fin troppo evidenti anche all’esterno delle alte mura del Bernardini, è stata chiesta unità e rapidità nel reagire al momento difficile, che nelle ultime settimane ha portato la Roma a scivolare giù dal 4° posto un tempo saldo e veder svanire, troppo in fretta, il sogno europeo.

Compatti per la Roma, che rimane il bene unico e supremo al di sopra di interessi personali e differenti vedute di ogni attore in scena, e per un campionato che la vede ancora in corsa per l’obiettivo - auto-imposto dal tecnico, ma ora a portata - del ritorno in Champions dopo tanti anni. A risolvere i problemi ci si penserà poi, forse addirittura al termine della stagione. Se con l’allontanamento di uno dei tre o meno sarà la proprietà a deciderlo, anche se rimane un esercizio di ottimismo eccessivo immaginarli tutti al loro posto dal 1° luglio in poi.

Certo, il primo segnale post-riunione non è stato dei più confortanti. Con Gasp, raccontato - in questo alcune versioni differiscono, a dire il vero - agitato nei corridoi dell’Olimpico dopo la vittoria sul Lecce, che non si presenta ai microfoni delle tv. L’insoddisfazione, malcelata dietro a quel silenzio, andrà ancora discussa, con un altro vertice, magari stavolta alla presenza di Dan. Intanto, però, quell’unità per noi, cantata da Venditti, somiglia a una chimera.

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