Gasperini in famiglia, in attesa di confronti
Dopo il nervosismo, Gian Piero si gode il giorno libero. Complicati i rapporti con Ranieri e Massara. Friedkin ha rimandato le decisioni a più avanti. Per il futuro serve unità
(GETTY IMAGES)
Non c’è riuscito il ritorno alla vittoria contro il Lecce, chissà se ce l’avrà fatta una giornata di riposo trascorsa in famiglia nella Capitale a far tornare il sereno nell’animo di Gasperini. Probabilmente no, visto che i motivi dell’indisposizione - con cui il club ha giustificato il suo silenzio domenica sera - sono tutti ancora lì. In principio erano le incomprensioni sul mercato, poi la scarsa vicinanza dei vertici lamentata da Gasp - anche solo con l’elogio estremo della presenza di Ryan Friedkin a gennaio -, fino alla gestione degli infortuni e, dulcis in fundo, la mancata programmazione del futuro.
Ecco, il futuro, il grande assente del rapido confronto andato in scena venerdì, a poche ore dall’eliminazione della Roma dall’Europa League per mano del Bologna. In quella circostanza, la triade romanista - Gasperini, Massara e Ranieri, elencati in ordine alfabetico per non far torto a nessuno - è stata catechizzata dalla proprietà, rappresentata a Trigoria ancora una volta da Friedkin junior. Ai tre, divisi ormai da frizioni fin troppo evidenti anche all’esterno delle alte mura del Bernardini, è stata chiesta unità e rapidità nel reagire al momento difficile, che nelle ultime settimane ha portato la Roma a scivolare giù dal 4° posto un tempo saldo e veder svanire, troppo in fretta, il sogno europeo.
Compatti per la Roma, che rimane il bene unico e supremo al di sopra di interessi personali e differenti vedute di ogni attore in scena, e per un campionato che la vede ancora in corsa per l’obiettivo - auto-imposto dal tecnico, ma ora a portata - del ritorno in Champions dopo tanti anni. A risolvere i problemi ci si penserà poi, forse addirittura al termine della stagione. Se con l’allontanamento di uno dei tre o meno sarà la proprietà a deciderlo, anche se rimane un esercizio di ottimismo eccessivo immaginarli tutti al loro posto dal 1° luglio in poi.
Certo, il primo segnale post-riunione non è stato dei più confortanti. Con Gasp, raccontato - in questo alcune versioni differiscono, a dire il vero - agitato nei corridoi dell’Olimpico dopo la vittoria sul Lecce, che non si presenta ai microfoni delle tv. L’insoddisfazione, malcelata dietro a quel silenzio, andrà ancora discussa, con un altro vertice, magari stavolta alla presenza di Dan. Intanto, però, quell’unità per noi, cantata da Venditti, somiglia a una chimera.
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