Fuori-linea, la dote nascosta
Ripassate mentalmente il primo gol di Donyell Malen in giallorosso e avrete la rappresentazione plastica e vincente del fuori-linea
(GETTY IMAGES)
Quasi inevitabile parlare o scrivere di Malen in questi giorni. Il suo impatto nella Roma è stato positivamente debordante, fermo restando che in Italia la vita per un attaccante non è mai facile e che adesso gli avversari impareranno a conoscerlo per trovare le contromisure del caso.
Fatto sta però, che l’olandese ha messo in mostra un repertorio che gli era già riconosciuto dagli addetti ai lavori ma che i meno informati ignoravano.
Qui tralasceremo le doti più evidenti di Malen, ovvero rapidità, tiro in porta secco e preciso di destro e sinistro, senso del gol, capacità di risolvere l’azione in un fazzoletto di campo e di tempo. Vogliamo approfondire invece una caratteristica che puoi allenare quanto vuoi ma che se ce l’hai di tuo, e se sei un attaccante, è tanta roba. Stiamo parlando del fuori-linea, che, con un linguaggio più antico potremmo definire anche smarcamento. Ovvero quella capacità di sparire dai radar del difensore avversario e di riapparire improvvisamente in zona gol. Movimenti brevi, senza palla, preziosissimi, bagaglio di grandi goleador. Frugando nel passato potrei fare i nomi di Pippo Inzaghi, una vera e propria volpe dell’area di rigore, o di Paolo Rossi, capace di materializzarsi improvvisamente in zona gol a dispetto di una evidente fragilità atletica.
Malen ha questa dote e la esercita da attaccante di razza. Perché abbina il fuori-linea ad un controllo di palla eccellente e ad un tiro altrettanto importante: secco e rasoterra di collo.
Si può allenare il fuori-linea? Sì, con esercitazioni ripetute più e più volte. Ma se questa attitudine ce l’hai innata stai già un pezzo avanti e in campo lo fai senza neanche pensarci. È un gesto senza palla che assomiglia molto al contro-movimento che fanno abitualmente gli esterni alti per guadagnare un minimo di tempo-spazio ma, nel caso di un attaccante centrale si tratta di qualcosa di diverso, molto spesso istintivo e che gravita in uno spazio meno definito, più circolare che verticale. Non è un caso che si possa finire spesso in fuorigioco, ma è anche vero che il fuori-linea valga spesso la candela, nel caso di Malen farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Ripassate mentalmente il suo primo gol in giallorosso e avrete la rappresentazione plastica e vincente del fuori-linea.
* Giornalista professionista
Allenatore Uefa B
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