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Da Stekelenburg a Malen, passando per Strootman: gli olandesi della Roma

Il centravanti raggiunge il connazionale Rensch: è l'ottavo giocatore dei Paesi Bassi nella storia del club. Il primo fu il portiere nel 2011: poi, tra gli altri, Karsdorp, Kluivert e Wijnaldum

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Pietro Laporta
16 Gennaio 2026 - 12:17

E alla fine, l'attaccante è arrivato. Gian Piero Gasperini può essere contento: dopo l'arrivo di Robinio Vaz a rinforzare il reparto offensivo, la Roma ha ufficializzato il centravanti tanto atteso, per il quale la scelta, dopo i diversi nomi fatti, è ricaduta su Donyell Malen. La nuova punta giallorossa arriva dall'Aston Villa, Premier League: sono diversi i "bomber" presi da lì negli ultimi anni, da Lukaku a Dzeko, passando per Abraham. Non sono tanti invece gli olandesi: per vedere se sarà "re" ci vorrà tempo (e questo soprannome appartiene già a qualcuno da decenni), per ora Malen può tranquillamente fregiarsi della nomea di "ottavo olandese di Roma". Prima di lui, solo altri sette (più uno!), e tutti negli ultimi 15 anni.

Il primo fu Marten Stekelenburg, portiere e pilastro dell'Ajax negli anni 2000, che dopo aver sfiorato la Coppa del Mondo con l'Olanda venne acquistato dalla nuova Roma americana nel 2011. A causa forse di un problema all'orecchio, come da lui stesso rivelato, il portiere non riuscì però ad imporsi e, dopo aver perso anche il posto da titolare a favore del poco reattivo Goicoechea, salutò nel 2013. In quella stessa sessione di mercato, il colpo più costoso (e allora tra i più onerosi della storia del club) fu Kevin Strootman: prelevato dal Psv e presentato con la maglia numero 6, fino ad allora ritirata in onore di Aldair, la "lavatrice giallorossa" si mise in mostra come uno dei migliori centrocampisti d'Europa, prima che gli infortuni ne pregiudicassero la carriera. Alla Roma rimase per cinque stagioni, con 131 presenze e diversi momenti (Roma-Barcellona su tutti) che lo rendono sicuramente il più amato tra gli olandesi passati a Roma. 

Non si può dire lo stesso per Urby Emanuelson, arrivato a parametro zero a giugno 2014 dopo la fine dell'esperienza col Milan: dopo sei mesi il giocatore si trasferì all'Atalanta. Nel 2017 ecco Rick Karsdorp, giovane terzino del Feyenoord di belle speranze: queste vennero però spezzate dal calvario che costrinse il giocatore lontano dai campi per tutto il primo anno. Da lì un rapporto di (pochi) alti e (tanti) bassi: le difficoltà al ritorno in campo, il prestito al Feyenoord, il passaggio all'Atalanta (di Gasp) sfumato e le belle prestazioni con Fonseca, fino alla Conference con Mourinho; quindi gli screzi con il portoghese, fino al retropassaggio suicida contro il Bayer Leverkusen, in semifinale di Europa League, che ha messo la parola fine sull'esperienza del calciatore olandese più presente nella storia della Roma: 157 presenze per lui. 

Tante aspettative mal riposte negli anni seguenti anche negli arrivi di Justin Kluivert e Gini Wijnaldum, due acquisti opposti ma con la stessa conclusione. Il primo sembrava destinato ad una carriera di altissimo livello, ma dopo due anni nella Capitale senza lasciare il segno, ha iniziato un girovagare in Europa prima di rinascere al Bournemouth; il secondo, profilo internazionale e d'esperienza, arrivò invece nel 2022, infortunandosi gravemente pochi giorni dopo. Il giocatore visto dopo il rientro sembrò un lontano parente del campione ex Liverpool, e la scialba prestazione in finale di Europa League è l'ultimo ricordo del flop dell'olandese. 

Volendo citare, seppur fuori dall'elenco, Dean Huijsen (sei mesi in prestito nel 2024), olandese di nascita ma naturalizzato spagnolo, l'ultimo è Devyne Rensch: arrivato un anno fa, a gennaio 2025, il laterale è oggi una delle armi a disposizione per le fasce di Gasperini ed è pronto a ritrovare il suo connazionale Malen, l'ottavo olandese della Roma.

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