AS Roma

Sotto gli occhi di Robinio Vaz si consuma la disfatta

In 60.538 riempiono l’Olimpico, tra loro anche la nuova punta per Gasp. Al 90’ la Sud canta verso domenica

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Valdarchi
14 Gennaio 2026 - 07:00

L’Olimpico ci teneva. Davvero. Al di là di ogni discorso sulle reali possibilità di andare in fondo nella Coppa Italia, sull’emergenza costante in attacco o sul calendario che da ieri sera è un po’ più snello, l’amarezza rimane forte. Soprattutto nella mente dei 60.538 che ieri sera, sfidando il freddo e il traffico di un qualsiasi martedì pomeriggio romano, hanno riempito comunque lo Stadio Olimpico per la sfida, poi persa malamente dalla Roma in campo contro il Torino.

Tra loro, in tribuna, c’era anche Robinio Vaz, catapultato allo stadio direttamente dalla macchina della società che l’aveva prelevato soltanto poche ore prima dall’aeroporto di Ciampino. La prima impressione conta, la sua nuova squadra poteva figurare meglio, ma sicuramente i tifosi hanno mostrato come sempre il loro lato migliore: l’amore a prescindere. 

A proposito di tifo, al 10’ in Sud si sono festeggiati i 10 anni di Romanismo, uno dei gruppi più attivi della Curva, cantando: «Passa il tempo cambia la gente...». A spegnere gli entusiasmi ci pensa il gol di Adams, che mette in salita la partita e la qualificazione. A inizio secondo tempo parte: «Quanto l’inno s’alzerà...». E quando l’inno s’alzerà, Hermoso segnerà. Lo spagnolo fa 1 a 1 e il destino della notte romana sembra cambiato.

Invece Adams segna di nuovo e neanche la magia del primo gol con la Roma del sedicenne Arena basta a risolvere una serata stregata, certificata dal gol al 90’ di Ilkhan. L’Olimpico ci teneva, davvero, l’ha dimostrando cantando fino all’ultimo. Dopo i tre fischi dell’arbitro, la Sud ha incitato comunque la squadra. Domenica c’è di nuovo il Toro.

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