AS Roma

Gasperini: "Raspadori? Non so nulla. La finale di Coppa Italia in casa è un'opportunità"

Il tecnico alla vigilia dell'esordio di domani contro il Torino: "I Friedkin sono dei grandi imprenditori. Dobbiamo riuscire a gratificare i giocatori"

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA La Redazione
12 Gennaio 2026 - 15:19

Alla vigilia di Roma-Torino di Coppa Italia, Gian Piero Gasperini ha parlato a Sport Mediaset. Ecco le sue parole.

Arriva il primo snodo importante per la Roma, in Coppa Italia: una competizione che lei conosce bene, ma ha perso tre finali con l'Atalanta.

"Con l'Atalanta per tre volte non siamo riusciti a vincerla, è rimasto un grande rammarico. All'inizio non è una competizione tanto seguita, ma man mano andando avanti diventa molto importante e tutte ci tengono moltissimo. Infatti alla fine ci sono le squadre migliori'.

Per la Roma la Coppa Italia è un obiettivo?

"Per la Roma c'è sempre l'opportunità di fare la finale in casa, a Roma, e sarebbe fondamentale. Il percorso però da qui in avanti diventa impegnativo: c'è il Torino, poi eventualmente l'Inter e le squadre più forti del campionato".

Contro il Torino arrivò la prima sconfitta in campionato della Roma: ora è cambiato tutto, ma che squadra si aspetta?

"Il Torino conferma di essere una squadra molto solida e pericolosa. Magari non riesce ad avere la continuità per arrivare nelle posizioni più alte in classifica, ma rimane ostica da affrontare. In campionato è stata la nostra prima sconfitta, ma ricordo che faceva un caldo impossibile: niente a che vedere con le temperature attuali".

Aveva anche la possibilità di fare calcoli... Che domani pare possa fare solo Baroni!

"Domani sono nella migliore situazione possibile, perché sarà improbabile sbagliare formazione! (ride, ndr) Almeno in attacco. Poi vedremo durante la gara".

Ferguson potrà essere a disposizione?

"No, non credo. Ha subito una forte contusione che gli ha causato un ematoma importante e quindi per domani non sarà utile".

Pensa mai a quei tre punti persi in campionato col Torino? 

"Siamo una squadra un po' atipica... O vinciamo, o perdiamo. Abbiamo vinto tante partite e ne abbiamo perso alcune di troppo. Bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. Meglio aver fatto qualche vittoria in più che qualche pareggio. Dobbiamo essere contenti del percorso fatto: 36 punti nel girone d'andata, e 39 dopo la sfida di domenica scorsa col Sassuolo, sono un buon bottino. Ci permettono di affrontare tutte le competizioni con fiducia"

Molti hanno detto che col Sassuolo si è vista la Roma più gasperiniana. Lei è d'accordo?

"Sì, sì... Ma questa è una squadra cresciuta sotto questo aspetto. Se abbiamo ottenuto quel numero di vittorie, significa che siamo una squadra difficile da incontrare e superare. Ma anche in termini di gioco, rispetto all'inizio del campionato, siamo molto più identificati".

Si tratta di una squadra che si esalta nelle difficoltà...

"E' un merito dei giocatori e di tutto l'ambiente, che nelle difficoltà si compatta ancora di più. E riusciamo a tirare fuori qualche energia superiore. E' una caratteristica che ho notato dai primi giorni di ritiro, quella che ci identifica e ci permette di essere in questa posizione in classifica".

Sugli infortunati? Si vede la luce?

"Dovbyk purtroppo ha avuto degli infortuni molto lunghi. Non ne abbiamo avuti tanti, ma si sono concentrati in attacco. Chiaramente, quando mancano più giocatori in un reparto si soffre. Baldanzi e Pellegrini sono vicini al recupero".

Ne abbiamo contati 22 finora. C'è una motivazione?

"Hanno riguardato un numero molto ristretto. Bailey, Dovbyk, un po' Ferguson, qualche volta Dybala. Per fortuna molti highlander tra difesa e centrocampo sono stati, e incrocio le dita, indistruttibili".

C'è Ndicka sicuramente tra questi. Può essere già della partita?

"Torna, non so se ci sarà. Direi di sì. Non so se dall'inizio o a partita in corso".

Ha parlato della presenza della proprietà. Cosa le fa sentire questa energia positiva?

"Non è solo una questione di energia, che indubbiamente trasmettono i Friedkin. La trasmettono proprio perché vivendo qui a Roma possono avere la percezione migliore di che cosa possa servire alla società. Sono dei grandi imprenditori: rimanendo costantemente qualche settimana riescono a individuare quello che può essere utile".

Sicuramente non parlano quanto parliamo noi riguardo il mercato.

"Il mercato è fatto di queste situazioni: se ne parla molto fuori. Alla gente piace parlare e pensare al mercato, a volte interessa più delle partite".

Immaginiamo che non voglia parlare della telenovela su Raspadori...

"Non ne sono a conoscenza, non saprei cosa risponderle".

Quali sono i punti di attrazione maggiore di questa squadra per un giocatore?

"In questo momento quello che può essere interessante per un giocatore è l’entusiasmo dei tifosi. Quello che dobbiamo fare noi è attirarli perché si sentono parte di una squadra forte che possa anche gratificare la loro carriera".

Si è concluso il girone d’andata con un quarto posto e tre punti dal primo.

"È stato un girone positivo sia per le prestazioni che per l’atteggiamento dei giocatori. Sento che abbiamo un nocciolo duro competitivo. Il campionato è difficile: le big sono tutte molto attrezzate e hanno sbagliato molto poco fino ad oggi. Dobbiamo staccare quelle dietro e mantenere il più possibile quella posizione".

La corsa è sulla Juventus, possiamo dirlo?

"La corsa è su chi capita. In questo momento è la più vicina, ma dobbiamo guardare il nostro percorso: se siamo in grado di ripeterci poi qualcuna la prendiamo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI