Pieno recupero di Roma-Genoa del 28 maggio 2017: Diego Perotti sigla la rete del 3-2, mandando i giallorossi in Champions senza passare dalle forche caudine del preliminare e lasciando immacolata la successiva celebrazione per l'addio al calcio di Francesco Totti.

Due anni dopo, altro campionato, altra vicenda, altre ambizioni di classifica per la squadra di Ranieri. La qualificazione alla coppa europea più prestigiosa è appena un miraggio, tenuto in piedi soltanto da complicatissime possibilità statistiche. La partita conclusiva del torneo contro il Parma ai fini della classifica serve a poco, anche perché la Roma non è esclusiva padrona del proprio destino. E a dirla tutta, degli oltre sessantamila presenti all'Olimpico nessuno o quasi spera nel quadruplo miracolo, consistente in una vittoria (meglio se in goleada) coi ducali e tre simultanee sconfitte delle squadre lombarde che precedono i giallorossi.

Più che alle posizioni utili all'ambito torneo continentale, la folla è richiamata dall'ultima partita di Daniele De Rossi con la maglia amata. La gara passa presto in secondo piano, soppiantata dal trasporto collettivo per il Capitano. Il gol del vantaggio realizzato da Pellegrini nel primo tempo sembra togliere anche le residue parvenze d'interesse al match. Dalla parte opposta Gervinho pare non voler rovinare la serata all'ex compagno e continua a fallire mira sotto porta. Ma alla fine segna e quasi si scusa con i suoi vecchi tifosi.

Il risultato conta poco ormai, anche meno rispetto al pre-partita, perché nel frattempo le dirette concorrenti stanno vincendo le rispettive gare. Ma si avverte nell'aria un retrogusto amaro, una nota stonata in un concerto struggente ma comunque di commiato. De Rossi è già uscito dal suo campo per l'ultima volta, non c'è nemmeno più la speranza che la vittoria porti la sua firma.

Però non può finire così e allora ci pensa ancora l'uomo dei grandi addii, imbeccato proprio da chi è entrato per concedere la standing ovation al Capitano: Ünder va al cross col piede "sbagliato", Perotti colpisce con la parte "sbagliata" e dal destro del turco alla testa dell'argentino, una notte tutta sbagliata nella sostanza all'improvviso si raddrizza nella forma. Il Monito trova la sua prima inzuccata vincente in Serie A (l'unico precedente in Champions con il Qarabag) e corre ad abbracciare De Rossi in panchina.

Il numero 16 lascia con un successo, come è giusto che sia. Il giorno dopo è tutto un florilegio di messaggi per Daniele. E non può mancare quello di Diego: «Mi mancherai molto amico mio, non c'è bisogno che ti auguro tutto il meglio, alle buone persone queste cose vengono da sole. Ti voglio bene viejito!». Come si fa a non volergliene?