Presente il domino? Sì, quel gioco con le tessere da mettere una dietro l'altra e alla fine vince chi le finisce? Ecco, la situazione delle panchine italiane ed europee, può essere paragonata al gioco di cui sopra e la Roma, dopo l'addio a Conte con cui ci ha provato con tutte le sue forze finendo, a un certo punto, di convincersi che c'era riuscita, è una delle tessere di questo gioco. Quella peraltro che ci sta più a cuore. E che al momento è tutta un quiz.

Perché l'idea preferita sembra essere quella di un tecnico italiano. Solo che: Sarri se non lo cacciano (e al Chelsea che è una società un po' strana, diciamo così, potrebbe pure succedere) non ha nessuna intenzione di dire addio alla Premier; Gasperini pare più che intenzionato a vivere fino in fondo la favola con la sua Atalanta; Giampaolo, nonostante quello che si dice, a Trigoria non è tra i papabili alla successione a Ranieri e, appunto Ranieri, al momento ha un contratto per altre tre partite e per ora non sembra preso in considerazione per il futuro. Quindi? A meno di nomi made in Italy che sono stati tenuti nascosti, l'ipotesi di provare a prendere un tecnico straniero, prendendosi tutto il tempo che serve, cioè aspettando che si posizioni la prima tessera del domino, a questo punto non è da scartare.

Ma tutto dipende dal domino. Per esempio: Thomas Tuchel, nonostante un rinnovo contrattuale con il Psg, sarà l'allenatore dei parigini anche nella prossima stagione? Considerando la stagione del club dell'emiro, ha vinto solo il campionato, uscendo negli ottavi di Champions subendo una clamorosa rimonta al Parco dei Principi da parte di un Manchester United che non ci credeva neppure, l'ipotesi che venga esonerato non è così fantacalcio. A quel punto il tedesco potrebbe tornare a interessare il club giallorosso. E sottolineiamo il tornare perché Tuchel, nel mercato che portò Di Francesco a Trigoria, fu seriamente corteggiato dalla Roma con il tedesco che si mostrò più disponibile a dire sì. A bloccare quell'ipotesi, ci pensò, pure questa, el senor Monchi in persona sostenendo che già c'era lui come straniero e non sarebbe stato il caso di prendere anche un allenatore che non parlasse l'italiano. Gli dettero retta e a Trigoria sbarcò Di Francesco. Si prega di evitare commenti.

Nell'immaginario baldiniano un altro allenatore che potrebbe avere l'identikit giusto è il mister dell'Ajax, Ten Haag, reduce da una stagione in cui con i lancieri ha fatto vedere un calcio propositivo e splendido, fallendo una clamorosa qualificazione alla finale di Champions all'ultimo secondo di gioco contro il Tottenham. Da un punto di vista economico sarebbe il più semplice da prendere, guadagna meno di un milione di euro, ma ha un contratto in corso sino al 2023 e pare intenzionato a non muoversi da Amsterdam (peraltro radio mercato fa sapere che se il Barcellona, come è probabile, darà il benservito a Valverde, il prescelto sarebbe proprio il tecnico olandese).

Un terzo nome straniero che sicuramente è nei pensieri italiani e londinesi della Roma, è quello di Mauricio Pochettino, l'argentino che ha portato il Tottenham alla prima finale di Champions della loro storia. Detta così, la cosa è praticamente impossibile anche considerando il fatto che l'argentino con origini piemontesi ha prolungato il contratto con il club inglese fino al 2023. Ma il tecnico ha pure detto che in caso di vittoria della Champions, se ne andrebbe perché avrebbe raggiunto l'obiettivo massimo. Magari l'ha detto per scaramanzia, magari no. Dovesse dare seguito a questo proposito, la Roma potrebbe farsi avanti senza problematiche economiche visto che se voleva prendere Conte era disposta a mettere sul piatto una cifra tra gli otto e i dieci milioni. E poi sapete chi portò Pochettino al Tottenham? La risposta è Franco Baldini.