Quattrocentonovantasei giorni. Tanti saranno quelli trascorsi sabato al fischio d'inizio del match dell'Olimpico da un Cagliari all'altro. Poco più di un anno e quattro mesi per ricomporre la parabola giallorossa di Federico Fazio, ora che la direzione è di nuovo rivolta verso l'alto. Il suo rendimento ha toccato picchi di segno opposto in questo periodo, ma quel sabato di metà dicembre del 2017 nessuno lo avrebbe mai sospettato.

Altro periodo, diversa guida tecnica in panchina, differenti aspettative e motivazioni. La Roma arriva alla sfida casalinga con i sardi forte di una serie positiva lunga otto giornate, che l'ha portata a mettere nel mirino addirittura la vetta della classifica dopo aver inaspettatamente dominato il girone più difficile della Champions. Lo 0-0 di una settimana prima sul campo del Chievo ha smorzato gli entusiasmi e anche la gara coi rossoblù sembra indirizzata verso lo stesso deludente finale, complice un rigore fallito da Perotti. Ma è proprio Fazio in pieno recupero a trasformare in rete una mischia con un tocco sporco. Tanto confusa l'azione da richiamare Damato al monitor, tenere i romanisti col fiato sospeso per qualche interminabile istante e infine far riesplodere il boato alla conferma dell'assegnazione del gol.

La testa della classifica dista appena tre punti - anche con una partita da recuperare - e Fazio è l'eroe del giorno. A conferma di una leadership del reparto che gli vale il soprannome di "Comandante". Quella contro il Cagliari però diventa l'ultima prestazione che frutta tre punti prima di una lunga crisi che non risparmia nessuno. I giallorossi cominceranno a rinascere a febbraio fra mille balbettii e troveranno la consacrazione in primavera, sotto le note che accompagnano le notti di coppe e di campioni. L'argentino si conferma punto fermo del reparto arretrato e uomo in più per il resto della squadra, a cui regala una soluzione ulteriore in fase d'impostazione grazie ai suoi piedi buoni e qualche sortita vincente in area avversaria, dove sfrutta la stazza imponente.
In estate si riparte da lui, che con Manolas forma una coppia collaudata da due stagioni insieme, entrambe di alto livello. La terza però comincia male e prosegue peggio, con molte più delusioni che soddisfazioni. Fra i tanti irriconoscibili si segnala proprio l'argentino, che sembra la controfigura del difensore forte e carismatico di qualche mese prima. Svagato, distratto, autore di errori evidenti che in più di una circostanza condannano la Roma. I gol incassati sono tanti, troppi per un reparto che è stato punto di forza della stagione precedente.

L'eliminazione dalla Champions segna la fine dell'era Di Francesco e il ritorno di Ranieri sulla panchina della Roma. Le prime uscite risentono ancora della crisi, poi la difesa si registra e Fazio torna a mostrarsi elemento imprescindibile. Accanto a lui si alternano Manolas, Marcano e Jesus. Federico salta soltanto l'esordio del nuovo corso, con l'Empoli, per squalifica. Per il resto gioca sempre e si segnala come uno dei migliori in campo nelle ultime tre partite, quando la porta torna a essere poco perforata. Nello scontro diretto con l'Inter festeggia le cento presenze in A sfoderando una grande prestazione. E ora che è tornato ai suoi livelli prepara la carica delle centouno.