La centesima presenza in Serie A di Cristante coincide con la trentottesima con la maglia della Roma per il soldato Bryan. Che soldato lo è davvero, al di là dei facili giochi di parole, per abnegazione, spirito di sacrificio, ma soprattutto per partite giocate: in trentotto occasioni Di Francesco prima e Ranieri poi lo hanno mandato in campo, il più delle volte dal primo minuto, e di rado se ne sono privati a partita in corso. Ago della bilancia in un centrocampo spesso incerottato per la lunga assenza di De Rossi, i problemi fisici di Lorenzo Pellegrini e il rendimento da dimenticare di Nzonzi, Cristante è stato l'uomo su cui i due tecnici hanno puntato per dare equilibrio a una squadra che a Marassi finalmente è parsa solida, compatta, affamata, in grado di recuperare palloni e - ciò che più conta, visti i recenti risultati - per una volta non perforabile alla minima occasione.

Numeri importanti

Nonostante abbia nel complesso un minutaggio inferiore rispetto ad Olsen, Kolarov, Fazio, Manolas e Nzonzi, Bryan è quello che in più occasioni è sceso in campo. A dimostrazione del fatto che, se non dal primo minuto, ha quasi sempre timbrato il cartellino quantomeno a partita in corso. Soltanto tre partite saltate dal ventiquattrenne di San Vito al tagliamento, una delle quali per squalifica, proprio contro il Milan con cui ha esordito nel calcio che conta; le altre due sono Real-Roma del 19 settembre e Roma-Frosinone della settimana successiva. La svolta arriva più o meno a inizio novembre, complice l'infortunio riportato da De Rossi a Napoli: Cristante diventa titolare inamovibile in coppia con Nzonzi e segna anche gol pesanti, come il 3-2 al Genoa il 17 dicembre e il vantaggio al Tardini del 29 dicembre.
E se le statistiche parlano del 72% dei minuti giocati sul totale stagionale dei giallorossi, il dato si fa ancora più clamoroso nelle ultime sei partite: l'ex atalantino è sempre stato titolare in campionato dal derby in poi e non è mai uscito dal campo. Sei partite, 540 minuti giocati, intervallati dalla partita col Porto del Do Dragao in cui è subentrato a De Rossi, vittima di un altro infortunio.

Lui, invece, si conferma un uomo d'acciaio, sia per tenuta atletica sia per capacità di recupero fisico. Dopo un avvio in sordina, complice l'inevitabile apprendistato che richiede il passaggio da una realtà di provincia - per quanto illustre - come Bergamo a una piazza esigente quale Roma, Cristante si è reso indispensabile. Prima per Di Francesco (da inizio novembre a fine febbraio non ha saltato un singolo minuto), ora per Ranieri, che non se ne priva mai. E anzi gli affida le chiavi del centrocampo in coppia con un mostro sacro come De Rossi.