AS Roma

Senza tetto né Lecce: la Roma non vuole limiti

Riprende la corsa verso la Champions, ora si va a perdifiato

De Rossi durante l'allenamento di ieri

De Rossi durante l'allenamento di ieri (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
31 Marzo 2024 - 07:00

Pronti? Via. Parte stamattina da Fiumicino l’ultimo lungo viaggio stagionale della Roma, quasi due mesi di partite a perdifiato, 11 gare sicure, 14 potenziali, 9 in campionato, le due contro il Milan in Europa League che potrebbero far terminare l’esperienza europea di quest’anno o schiudere le porte per l’ennesima semifinale e magari il sogno della terza finale consecutiva, una roba che in Italia è un’impresa compiuta solo da tre squadre (Juventus, Milan e Parma) e solo ad una formazione è toccata l’impresa di raggiungerne quattro consecutive, ed è proprio la Juventus tra il 1995 e il 1998. Ma ci sarà tempo di parlarne, la giornata di Pasqua divide invece la Roma dalla sfida di Lecce di Pasquetta, stranezze del calendario che ha visto ieri gli anticipi di molte rivali per i posti Champions (con l’Atalanta che ha passeggiato a Napoli, la Juventus sconfitta in casa della Lazio con una disattenzione fatale all’ultimo secondo prima della sfida serale tra Fiorentina e Milan con i rossoneri che hanno vinto approfittando delle solite amnesie difensive dei viola). Alzi la mano chi pensi che il compito di domani al Via del Mare sia facile e se questo qualcuno fa parte del gruppone che si imbarcherà stamattina a Fiumicino, che resti a casa.  

Ora il gioco si fa duro e serve solo chi è disposto a mettere in campo fino all’ultima stilla di energia, in questa come nelle altre partite. Dunque nessuna sottovalutazione per una squadra che ha appena cambiato l’allenatore non per una questione tecnica, semmai disciplinare, dopo il miserevole show di D’Aversa con Henry nel concitato finale della sfida persa con il Verona venti giorni fa. Poi l’arrivo del professor Gotti, la sofferta vittoria a Salerno senza troppi cambiamenti, se non forse la formula del doppio attaccante con Piccoli largo rispetto a Krstovic (esperimento che si potrebbe ripetere domani, salvo sorprese tattiche), e il consolidamento di una posizione di classifica che al momento non fa pensare a qualche rischio di coinvolgimento nella lotta per non retrocedere (sono sette le squadre che seguono in classifica), ma che a guardare solo i punteggi non tiene ancora tutti tranquilli (sono appena tre i punti di distacco dal terz’ultimo posto del Frosinone). 

Quella di Lecce sarà la prima di cinque trasferte che attendono la Roma da qui alla fine del campionato e grazie all’inversione di rendimento garantita dall’arrivo di De Rossi si guarda ora ad ogni viaggio con maggior fiducia. Non c’è un tetto che rassicuri (all’Olimpico si giocheranno quattro sfide, derby di sabato prossimo compreso), non c’è una legge da rispettare se non la media punti fin qui assicurata da De Rossi: 2,44. Se continuasse così, la Roma chiuderebbe il campionato  a 73 punti, quota che darebbe massime garanzie per il raggiungimento dell’obiettivo richiesto dai Friedkin al momento dell’ingaggio. 

Servono tre punti, dunque, e la squadra è quasi al completo, grazie anche alle energie recuperate con la sosta della Nazionale. L’incognita è rappresentata come al solito da Paulo Dybala, uno che un giorno sembra al massimo della sua condizione e il giorno dopo lascia pensare che sia al limite dell’infortunio: le fortune della Roma dipenderanno molto da lui. Forza Paulino, siamo tutti con te. Tu resta sempre con noi.

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