AS Roma

Non è l'ora di fermarsi: c'è un'occasione Toro

L’Europa va messa da parte, riprende la corsa verso il 4° posto

Lukaku, De Rossi e Cristante durante l'allenamento di ieri

Lukaku, De Rossi e Cristante durante l'allenamento di ieri (GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
26 Febbraio 2024 - 07:00

Viene da sorridere a ripensare a chi, essendosi forse dimenticato di quello che Daniele De Rossi aveva già mostrato da calciatore, credeva che l’esperienza sulla panchina della Roma per soli cinque mesi di contratto avrebbe potuto bruciarne la carriera. Se c’è una certezza che queste prime partite di DDR sulla panchina giallorossa ci ha fornito è che Coverciano ha sfornato un altro talento incredibile che conferirà ulteriore prestigio alla nostra scuola allenatori. Possiamo solo immaginare quante offerte pioverebbero (e magari stanno già piovendo) al suo indirizzo se la Roma commettesse l’errore di non proporgli il rinnovo di contratto. Ma la Roma questo errore non lo commetterà e Daniele De Rossi sarà per molto tempo la nostra guida. Ma per il momento non c’è niente da festeggiare, lo ha ribadito chiaro e tondo proprio lui nella appassionata conferenza stampa di ieri mattina quando ha parlato a nuora (i cronisti presenti a Trigoria) affinché suocera (i suoi giocatori) intenda. Bella la partita, bella la qualificazione, belli i festeggiamenti, bello tutto: ma se sbagli qualcosa questo pomeriggio (stadio Olimpico, calcio d’inizio ore 18,30, telecronaca esclusiva su DAZN, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) non solo l’effetto della celebrazione svanirà, ma potrebbe ritorcersi contro la squadra e contro l’allenatore, per la sua parte di competenza. Di fronte uno dei peggiori avversari che potesse capitare, una squadra che al di là delle assenze che Jurić dovrà scontare, ha come caratteristica quella di impegnare sempre ben oltre il normale sforzo fisico la squadra che ha di fronte. Giocano forte, abbondano di muscoli e centimetri, sono scorbutici e sanno quello che devono fare esattamente come l’allenatore che li guida. De Rossi sa bene che l’obiettivo che gli ha chiesto la società è quello di arrivare in Champions League. Nell’economia della stagione, dunque, questa partita potrebbe (potrebbe) rivelarsi a fine maggio persino più importante di quella appena vinta con il Feyenoord. 

Ci saranno tanti cambi, e come sempre capita in questi casi il rischio maggiore è che lo stravolgimento tecnico possa portare qualche guaio anche dal punto di vista tattico. Per preparare la partita, oltre alle sedute video De Rossi ha avuto a disposizione solo l’allenamento di ieri e non ha lasciato nulla al caso. La classifica è cortissima, il filotto di vittorie conquistato dalla Roma non le garantisce ancora il posto al sole visto che anche le due squadre da riassorbire (Atalanta e Bologna) hanno preso a correre proprio come la Roma al ritmo dell’Inter. Per via dei punti dilapidati nella prima parte della stagione ora si può solo correre, ed è quello che sta facendo la Roma di De Rossi da quando è arrivato il nuovo allenatore. Chi si ferma è perduto. I bookmakers vedono i padroni di casa nettamente favoriti (poco meno di 2 la quota per la vittoria della Roma, poco più di 4 quella per la vittoria del Toro), e la tradizione dà chiare indicazioni: su 78 partite a Roma, 50 ne ha vinte la squadra di casa e 14 quella ospite. Delle ultime 13, la Roma ne ha vinte 11, con 1 pareggio e 1 sconfitta, lo 0-2 del 15 gennaio 2020, c’erano Fonseca e Mazzarri in panchina. Pensa te.

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