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L'avversaria di coppa

Il Brighton si ferma

Morbidi e privi di idee, i ragazzi di De Zerbi pareggiano in 10 soltanto nel finale. Everton in vantaggio con Branthwaite, espulso Gilmour, nel recupero segna Dunk

Lewis Dunk a segno contro l'Everton

Lewis Dunk a segno contro l'Everton (GETTY IMAGES)

25 Febbraio 2024 - 08:41

Perde una grande occasione il Brighton, prossimo avversario della Roma in Europa League, per accorciare le distanze rispetto alle prime della classe: pareggiando grazie a un gol in pieno recupero di Dunk contro il balbettante Everton (diciassettesimo posto della Premier), la squadra di De Zerbi resta al settimo posto a cinque lunghezze dal Manchester United, ieri battuto in casa dal Fulham. E i 30.000 dell’Amex Stadium possono persino essere contenti per lo scampato pericolo per una sconfitta che stava maturando sul campo prima dell’inzuccata del forte difensore centrale dei Seagulls (gabbiani). Moscia e priva di idee, la squadra di De Zerbi (molto teso in panchina, nel secondo tempo ha rimediato anche un giallo per proteste) ha seriamente impensierito Pickford solo nel finale e in dieci uomini, dopo che l’espulsione di Gilmour sembrava definitivamente aver precluso ogni speranza.

L’Everton aveva trovato il gol dell’immeritato vantaggio al 28’ della ripresa, sfruttando una palla inattiva in pieno stile Dyche, con una carambola che ha consentito a Branthwaite di calciare forte in diagonale fuori dalla portata di Verbruggen. Alla ricerca del pari il secondo regista Gilmour aveva esagerato nella pressione per recuperare un pallone perso e era stato giustamente sanzionato dall’attento Harrington. Ma l’altro regista, il leader del centrocampo Gross, al 5° dei 9 minuti di recupero, ha trovato in area Dunk pronto all’inzuccata del definitivo 1-1.

Il Brighton ha giocato con il solito sistema in fase di possesso palla con tre centrali e due registi in costruzione, con due esterni e tre attaccanti stretti per la rifinitura. Pulita l’impostazione, non altrettanto ispirata la finalizzazione: in 100 minuti di gioco sono state pochissime le occasioni create, qualcuna su palla inattiva, una a metà ripresa con una combinazione tra Gilmour e Gross, con successivo tentativo di Ansu Fati, e con un tiro da fuori dello stesso Fati a due minuti dal termine. Meglio la fase difensiva (con l’allineamento a volte dell’esterno destro Lamptey a formare negli ultimi trenta metri la linea a quattro), messa in difficoltà solo su palla inattiva (De Zerbi difende a zona con un castelletto di sei uomini, più tre in seconda linea e un altro sul limite).

L’impressione generale resta quella di una squadra rapida e proattiva, con un tasso di inesperienza che la rende però ancora fragile: anche ieri hanno cominciato la gara con due classe 2004 (l’attaccante Ferguson e il trequartista Buonanotte), un 2002 , un 2001 Gilmour e due 2000 (Lamptey e van Hecke). Nota positiva: il rientro in campo dell’attaccante paraguaiano Julio Cesar Enciso (altro 2004), dopo sei mesi dall’infortunio al ginocchio accusato in agosto.

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