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Caput mundi

L'Europa è da tempo casa nostra

Agli ottavi per la 10ª stagione di fila. La Roma adesso è al nono posto nella classifica del ranking Uefa

Mile Svilar esulta a fine gara

Mile Svilar esulta a fine gara (GETTY IMAGES)

Andrea Di Carlo
24 Febbraio 2024 - 08:26

Roma caput mundi. O quanto meno europae, se vogliamo lanciarci un forzato latinismo. Ma, al netto della scelta lessicale, è pura e fredda cronaca. Perché la dimensione internazionale della Roma ha superato, e di molto, la centralità (tutta da ritrovare) che ha nella nostra Serie A, dove da diverse stagioni fatica ad avvicinarsi al podio.

In Europa invece i giallorossi fanno la voce grossa da anni,  dalla Champions alla Conference, passando per l’Europa League: le ultime dieci partecipazioni alle coppe confermano la crescita continentale della Roma, ora al nono posto nella speciale classifica del ranking UEFA, con la concreta possibilità di superare a breve Chelsea e Lipsia, dopo essersi messa alle spalle mostri sacri come Manchester United, Barcellona, Borussia Dortmund e Atletico Madrid.

Da Garcia a De Rossi
Dal 2014 ad oggi, dieci anni di marca giallorossa: la  Roma è infatti l’unica squadra italiana ad essersi sempre qualificata, per la decima stagione di fila, agli ottavi di finale. E tutto ha avuto inizio con Garcia, incredibile ma vero, proprio in quel di Rotterdam. Infatti nei sedicesimi di Europa League della stagione 2014-15, dopo essere arrivata terza al girone di Champions, la Roma di Rudi Garcia si ritrova di fronte il Feyenoord per la prima volta nella sua storia. Il “primo” doppio confronto con gli olandesi vede sorridere i giallorossi, che si qualificano agli ottavi. Poi con Spalletti, Di Francesco e Fonseca la Roma continua a rimanere costantemente nel Gotha del calcio europeo, regalandosi notti incredibili (come quella con il Barcellona) e traguardi importanti, come le semifinali di Champions ed Europa League.

Prima dell’arrivo di Mourinho, l’uomo che ha preso per mano la storia della Roma e portata nuovamente a scrivere pagine indelebili. Dal trionfo di Tirana in Conference League alla notte amara di Budapest, quando l’Europa League svanì sul più bello, per colpa di Taylor e per la maledizione dei calci di rigore, ancora una volta fatali in Europa dopo la notte dell’Olimpico contro il Liverpool. Ma in realtà, dagli undici metri, complice la vittoria contro il Feyenoord, i sorrisi equivalgono le lacrime, o quanto meno nei numeri c’è un equilibrio che non supporta più alcun “mainagioismo”, come ha specificato anche De Rossi nel posta gara.

Undici metri di emozioni
Dal derby di Coppa Italia del 1962, passando per Roma-Torino del 1980 fino a Fiorentina-Roma del 2004: con il successo contro il Feyenoord sono 8 le vittorie dal dischetto per i giallorossi. Nove le volte in cui i rigori furono fatali: dal Roma-Inter del 1965 di Coppa Italia, passando per il Liverpool, l’Inter in Supercoppa, l’Arsenal in Champione e il Siviglia a Budapest. Ma il vento sta cambiando.

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