Adesso si ricomincia e non ci si ferma più, dieci partite in neanche due mesi, da Roma-Napoli domenica pomeriggio a Roma-Parma il 26 maggio. E c'è una sola strada da percorrere affinché la squadra giallorossa possa centrare quello che alla partenza era l'obiettivo minimo della stagione e che ora è diventato vitale per far tornare almeno un minimo sorriso sui volti di chi ha a cuore questi colori: il quarto posto finale nel campionato di serie A. Ma secondo una certa teoria, che anche a Trigoria ha preso piede, potrebbe bastare anche il quinto.

Buono anche il quinto?

E allora partiamo da qua perché chiunque arrivasse quinto dietro un Milan eventualmente quarto (o terzo) potrebbe a buon diritto vantare la speranza di ritrovarsi comunque proiettato nella prossima Champions League qualora i rossoneri, nel prossimo giudizio dell'Uefa in merito al rispetto delle norme sul Fair Play Finanziario, venissero puniti con l'esclusione dalle competizioni europee della prossima stagione. Il provvedimento in realtà era già stato preso dall'Organo di Controllo Finanziario dei Club Uefa il 27 giugno dello scorso anno (e a beneficiarne sarebbe stata la Fiorentina), per uno squilibrio sui conti del valore di una quarantina di milioni, ma poi il Tas accolse a luglio il ricorso del club e lo riammise all'Europa League. Ora a maggio il Milan dovrà affrontare un nuovo giudizio e lo squilibrio, secondo alcuni analisti, potrebbe essere di quattro volte più grande.

Muovendosi in anticipo, e su temi anche più generali, la Roma ha comunque in queste settimane intrattenuto una vivace corrispondenza epistolare con gli organi dell'Uefa che sovrintendono le questioni del Fair Play e lo stesso Pallotta, anche pubblicamente, ha fatto esplicito riferimento alla multa comminata al Milan quale parametro che sarebbe assurdo dover considerare: «Piuttosto che preoccuparsi del Ffp magari è meglio accettare una sanzione di 12 milioni...». Logico che ora si attenda massima severità.

Multe salatissime

In ogni caso, il pensiero unico di questi giorni per i superstiti dell'uragano Pallotta (via ds, allenatore, medico sociale e capo dei fisioterapisti) è quello di responsabilizzare la squadra e metterla di fronte alle proprie responsabilità. Con l'esonero di Di Francesco è stato tolto anche l'ultimo alibi e i più recenti atti di insubordinazione non sono (stati) tollerati. Ranieri avrebbe valutato anche i provvedimenti più clamorosi (l'esclusione temporanea dalla rosa) per chi si è reso (o si dovesse rendere) protagonista di gesti di ribellione o nervosismo, ma vista l'emergenza tecnica e l'affollamento dell'infermeria ha chiesto pugno duro alla società.

Così sono partite le prime multe per Dzeko ed El Shaarawy, pari al 30% dello stipendio (più o meno si tratta di cifre intorno ai 50.000 euro per il faraone e più di 100.000 per il bosniaco), colpevoli del furioso faccia a faccia all'intervallo della partita con la Spal. E in più sono stati rivolti discorsi chiarissimi ai giocatori della rosa, sia a quelli rimasti a Trigoria in questi giorni, sia, telefonicamente, a quelli partiti con le varie Nazionali. E quando giovedì ci si ritroverà tutti insieme a Trigoria sarà ribadito al concetto: basta alibi, ora servono le vittorie.

Parte la rivoluzione

Del resto l'idea della rivoluzione è stata già assimilata e ogni giorno fioccano nomi diversi di direttori sportivi, allenatori e giocatori. Fatti ovviamente solo dai procuratori o dai diretti interessati, con la speranza che qualche movimento di opinione possa prevalere per far vincere i primi ballottaggi intanto sulla carta (dei giornali). Decisioni la Roma non le ha ancora prese e i nomi che si stanno valutando sono molti di più di quelli che circolano. Per la figura del direttore sportivo ultimamente va di gran moda il nome di Luis Campos, rampante dirigente del Lille che a quanto pare non disdegna di far sapere che lui per la Roma sarebbe disponibile a patto che gli vengano dati pieni poteri per far crescere il livello di ambizioni della squadra. Originalità apprezzabile.

Ieri Tele Radio Stereo ha parlato di contatti già avvenuti con Pallotta che adesso dovrebbe solo dire sì o no. La sensazione però è che dovrà passare ancora un po' di tempo affinché il quadro della Roma della prossima stagione sia definito con chiarezza. Perché le figure dell'allenatore e del ds potranno essere anche legate (di qui per esempio la suggestione Petrachi legata a Conte) e da loro dipendere anche la campagna acquisti, evidentemente.

E Massara lavora...

Il tutto mentre Massara continua il suo lavoro e nuovi mediatori forniscono altri dettagli su affari già in arrivo. Un nome caldo è quello di Matheus Guedes, centrale classe ‘99 del Santos. Ma sembra davvero tutto ancora prematuro.