Dopo otto anni e quindici giorni, Claudio Ranieri è pronto a sedersi di nuovo sulla panchina della sua Roma, lasciata da dimissionario il 20 febbraio del 2011 «per dare un segnale, per amore di questi colori, per spronare la squadra». Lo stesso amore che nella stagione 2009/2010 ha alimentato e sospinto la splendida rincorsa alla superpotenza Inter, ingiustamente interrotta dalla Sampdoria. Nonostante la seconda stagione tribolata, con i colori giallorossi il tecnico romano ha ottenuto la sua seconda miglior media punti in carriera (1,87 punti a partita), inferiore solamente a quella ottenuta con il Monaco (2,06). Una sfida contro i potenti del calcio sfumata per un soffio, ma riscattata nel 2016 con il miracolo Leicester, di cui ci occuperemo altrove.

Gli esordi

Dopo i primi anni di gavetta alla Vigor Lamezia (campionato interregionale) e alla Campania Puteolana (Serie C1), nel 1988 Ranieri approda al Cagliari, portando i sardi dalla Serie C alla Serie A in due anni e conquistando anche una Coppa Italia di Serie C. Nell'estate del 1991 arriva la chiamata del Napoli, che porta in Coppa Uefa grazie al quarto posto in campionato. Il 22 novembre del 1992, dopo una sconfitta per 1-3 contro la "solita" Sampdoria viene esonerato alla decima giornata di campionato. La stagione successiva riparte dalla Serie B, accettando la sfida di allenare la Fiorentina, appena retrocessa. In viola, vincerà i suoi primi trofei importanti: la Coppa Italia nel 1995/96 contro l'Atalanta e la Supercoppa italiana nel 1996 contro il Milan, grazie alla doppietta di Batistuta. In Coppa delle Coppe, il sogno si interrompe solamente in semifinale contro il Barcellona.

Tra Spagna e Inghilterra

Nel settembre del 1997, al Valencia, inizia una lunga parentesi all'estero che lo tiene lontano dall'Italia per nove anni e mezzo. Con il club del pipistrello conquista la Coppa del Re nella stagione 1998/1999, prima di passare all'Atletico Madrid. Dal 2000 al 2004 guida il Chelsea nell'era pre-Abramovich che, nonostante la stagione esaltante conclusa con il secondo posto in Premier e la semifinale di Champions, decide di sostituirlo con José Mourinho. Una delusione cocente che Sir Claudio prova a dimenticare tornando al Valencia, alzando al cielo la Supercoppa Uefa il 27 agosto del 2004 contro il Porto, dopo aver perso la Supercoppa di Spagna contro il Real Saragozza. Una parentesi breve, interrotta a febbraio 2005 dopo l'eliminazione in Coppa Uefa contro la Steaua Bucarest.

Il miracolo Parma

Dopo quasi due anni di assenza dalle scene, il 13 febbraio del 2007 Ranieri viene chiamato dal Parma in piena lotta retrocessione. Claudio eredita da Pioli una situazione quasi disperata, ma proprio in questo contesto inizia a cucirsi addosso il ruolo di "aggiustatore". Grazie al successo per 3-1 all'ultima giornata contro l'Empoli e ai ventisette punti conquistati in sedici partite, i Ducali si salvano, conquistando il dodicesimo posto in classifica. Lasciato il Parma subito dopo l'impresa, Ranieri firma con la Juventus subentrando a Deschamps e riportando i bianconeri in Champions grazie al terzo posto in classifica. La stagione successiva, viene esonerato a due giornate dalla fine, nonostante il terzo posto in classifica. Più che la lunga serie negativa di risultati, l'allenatore romano paga l'idiosincrasia con alcuni elementi importanti della rosa (Camoranesi e Trezeguet su tutti) e con l'Ad juventino, Jean-Claude Blanc. Dopo la stagione romana e la parentesi all'Inter (da settembre 2011 a marzo 2012), nell'estate del 2012 accetta la sua ennesima sfida in carriera, firmando per il Monaco in Ligue 2. Dopo la promozione conquistata con due giornate di anticipo, ottiene il secondo posto in Ligue 1 alle spalle del Psg, ma paga ancora una volta la "maledizione portoghese", venendo esonerato per fare spazio a Leonardo Jardim. Dopo la Grecia e la favola Leicester, si rimette in gioco con il Nantes, dove sfiora la qualificazione all'Europa League anche grazie ai gol del compianto Emiliano Sala. Amante del 4-4-2, nel corso degli anni ha utilizzato pure il 4-3-1-2 e il 4-2-3-1. Anche durante la sfortunata parentesi al Fulham, terminata lo scorso 28 febbraio.