L'infermeria

Quella rosa accorciata, quanti stop per Mourinho

Dall’infortunio di Wijnaldum in poi non s’è vista mai la “vera” Roma. Da Darboe a Gini, l’uomo chiave per il “puzzle” costruito dal tecnico: la lista è lunga

Wijnaldum in Roma-Shakhtar

Wijnaldum in Roma-Shakhtar (As Roma via Getty Images)

Matteo Vitale
22 Settembre 2022 - 08:00

Sbagliato dire che la rosa giallorossa sia corta, più che altro “accorciata”. Ancora non si è vista la vera Roma. Il calendario fitto di impegni per il Mondiale a metà stagione, partite ogni due-tre giorni, una preparazione atletica che ha risentito dell‘organizzazione della stagione, il prato dell’Olimpico in pessime condizioni: spesso le scelte di Mourinho sono state limitate. Da inizio stagione la rosa giallorossa ha dovuto fare i conti con undici stop, di natura diversa tra loro, il più grave dei quali è stato sicuramente quello di Wijnaldum. Il primo è stato quello di Darboe, il giovane centrocampista classe 2001 che il 21 luglio ha subito una lesione al legamento crociato del ginocchio destro. Poi lo stop più doloroso, anche a livello emotivo, per tutte le parti in causa, quello accusato dal fiore all’occhiello del mercato giallorosso, individuato dallo Special One come uomo chiave del “puzzle” costruito in estate, ovvero Gini. L’olandese aveva fatto in tempo a salutare il pubblico il giorno di Roma-Shakhtar e anche a esordire, ma prima della seconda giornata di campionato si è fratturato la tibia in allenamento. Uno shock per lui, per Mourinho e per la tifoseria. Soltanto martedì il numero 25 ha rotto il silenzio post-infortunio. 

Poi è arrivato lo stop per Zaniolo, che si è lussato la spalla durante il match contro la Cremonese, uscendo di fronte a un Olimpico gremito che invocava il suo nome. Il numero 22 è stato fuori fino alla gara di Empoli , saltando quattro partite. Contro il Monza si sono poi fatti male El Shaarawy e Kumbulla: lesione del muscolo psoas il primo, lesione al bicipite femorale della coscia sinistra il secondo. Torneranno al termine della sosta. Contro il Ludogorets ha subito un affaticamento muscolare Zalewski, tornato nel finale di gara contro l’Atalanta, costretto a saltare due partite. Out una partita anche Abraham, per la caduta sulla spalla contro l’Udinese. Contro l’Helsinki si è infortunato Karsdorp (secondo infortunio per lui), operato per una lesione al menisco interno del ginocchio sinistro. I tempi di recupero sono ancora incerti, ma non saranno brevi. Vanno considerati anche i due fastidi accusati da Dybala e Pellegrini prima e durante il match contro l’Atalanta. Tanti problemi fisici, tanti infortuni, con il risultato di aver spesso consegnato al tecnico una squadra al di sotto delle sue vere potenzialità, come ammesso dallo stesso portoghese, che dopo la sconfitta con l’Atalanta ha detto: "È dura così, ma piangere non serve". A lui e alle sue idee si affida la Roma, anche per ovviare a questi numerosi infortuni, per trovare continuità nella proposta di gioco e della formazione titolare.

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