Quando Tiago Pinto parla del calciomercato, lo fa spesso definendolo come qualcosa che dipende dalle opportunità e che può cambiare repentinamente. È un discorso che vale sia in entrata sia in uscita, che a volte però rischia di destabilizzare alcune certezze. Sul campo la questione è diversa e lì la Roma tra i suoi punti fermi ha certamente quello di Bryan Cristante. Al di là delle imprevedibili dinamiche di mercato tra opacissime opzioni di cessione e più nitide prospettive verso il rinnovo del contratto attualmente in scadenza nel 2024, il numero quattro romanista è stato fondamentale nella stagione appena conclusa e dalla Nazionale ha già rilasciato dichiarazioni che fanno capire come sia proiettato già sul prossimo anno.

Duttilità e lavoro

Il 27enne è arrivato a Trigoria nel 2018 e da quel giorno ha fatto registrare almeno 30 presenze in campionato, eccezion fatta per l'annata 2019-20 (in quel caso sono state 26, ma è stato fermato a lungo da un problema agli adduttori). Sono numeri che certificano la dedizione e la professionalità del calciatore, sbarcato come ottimo trequartista ma capace di spostarsi per le necessità della squadra, fino a giocare da difensore centrale quando in panchina c'era Fonseca e Smalling era falcidiato dagli infortuni. Ha maturato un'esperienza importante anche a livello tattico e col tempo è diventato praticamente imprescindibile, zittendo anche le critiche eccessive legate a qualche prestazione non brillante. Quando si giocano 50 partite a stagione è quasi ridicolo non mettere in conto qualche mancanza o momento no. Questo, chiaramente, Mourinho lo sa e quando ha avuto a che fare con il neo-campione d'Europa con l'Italia non ha esitato a dargli le chiavi del centrocampo. 50 presenze tonde su 55 gare nella stagione culminata col trionfo di Tirana, ancora una volta adattandosi ai moduli e ai cambiamenti in corso d'opera valsi anche la qualificazione all'Europa League al netto del risultato delle coppe europee. C'è tanto di Cristante nell'innegabile crescita della Roma, che anche in allenamento è tra i primi a "richiamare" i compagni più giovani o a tenere alta la tensione. Dopo la vittoria sul Feyenoord Mancini ha dichiarato che il 4 lo aveva "caldamente invitato" a far girare la palla poco prima che il centrale difensivo trovasse il varco per servire Zaniolo. Significa che, anche se in quel caso ha avuto ragione Mancini, quando c'è da dettare i ritmi e supportare i compagni Bryan, oltre a correre più di chiunque in rosa, non esita a prendersi le responsabilità. Il centrocampo è un reparto che la Roma sta ampliando e modificando ma a meno di sorprese, Cristante è pronto a un altro anno da punto fermo