Ventisei titoli e la bellezza di 470 presenze in ambito internazionale in tre: è lo score globale di Rui Patricio, Chris Smalling e Nemanja Matic, i tre Over 30 chiamati a prendere in mano le redini della Roma, guidando i colleghi più giovani e garantendo auspicabilmente un ulteriore innalzamento dell'asticella dalle parti di Trigoria in vista della prossima stagione. La vittoria della Conference League è un punto di partenza, e la seconda annata sotto la guida di Mourinho sarà caratterizzata dalla caccia al quarto posto in campionato e dal sogno Europa League.
Di Europa (e non solo) s'intendono fin troppo bene tutti e tre. Per informazioni, chiedere a Rui Patricio, decisivo con le sue parate a Euro2016 (una, in finale, gli è valsa una statua a Leiria, sua città natale) per il trionfo a sorpresa del Portogallo. Nel 2019 il portiere, sempre con la nazionale, si è aggiudicato anche la prima edizione della Nations League. Per quanto riguarda Smalling, tra le 86 presenze europee a livello di club figurano anche le 10 nell'Europa League 2016-17, che il Manchester United ha vinto proprio sotto la guida di José Mourinho, battendo 2-0 l'Ajax in finale; in quell'occasione, l'attuale numero 6 romanista ha servito anche un assist a Henrikh Mkhitaryan (che invece ha deciso di cercare fortuna altrove, non rinnovando il contratto con i giallorossi). A loro due si è appena aggiunto Nemanja Matic, classe 1988 - come Rui Patricio - chiamato a rinforzare il centrocampo: il serbo, a differenza dei nuovi compagni, ha vinto solo in ambito nazionale, ma conta nove trofei, collezionati tra l'Inghilterra e il Portogallo.
Personalità, doti tecniche e di leadership, esperienza internazionale: ecco quello che lo "Special One" si aspetta da questi suoi tre moschettieri. La rosa romanista - al netto degli altri rinforzi che arriveranno dal mercato - si manterrà giovane, all'insegna della linea verde. Servono dunque delle chiocce all'interno dello spogliatoio, ma anche e soprattutto delle guide all'interno del campo, per colmare certe lacune e diventare ancor più competitivi ad alti livelli.

Fedelissimi

Tutti e tre sono "uomini di Mou", seppur con le dovute differenze tra l'uno e l'altro. E tutti e tre vantano un passato, più o meno lungo, nella Premier League, sicuramente il campionato più importante al mondo in questo momento. Smalling, dopo essere stato una colonna del Manchester United di José, secondo qualcuno sembrava destinato a lasciare la Roma con l'arrivo del portoghese nella Capitale in virtù di rapporti non esattamente idilliaci tra i due; che fosse vero o meno, Chris e il tecnico si sono lasciati i presunti dissapori alle spalle, voltando pagina per il bene della Roma. Il risultato di questo feeling (ritrovato o mai smarrito, poco importa) è sotto gli occhi di tutti, e ha avuto il suo culmine nello straordinario finale di stagione del centrale londinese.
Rui Patricio, connazionale di Mourinho, è stato il primo rinforzo voluto dall'allenatore un anno fa, la prima pietra posata nella costruzione della sua Roma: un investimento che definire azzeccato è dire poco. Le sue parate hanno fatto la differenza, non solo nella finale di Tirana. Quest'anno, invece, il primo arrivo è stato Matic, uno che con José ha giocato 159 volte tra Chelsea e United, uno che lo stesso Mou ha definito «uno dei miei uomini». I tre saggi sono pronti, lo "Special One" (in attesa di altri rinforzi) può sorridere