Tutto ha inizio il 4 maggio 2021 quando, con un tweet alle 15.09, la Roma annuncia: «José Mourinho sarà il nuovo Responsabile Tecnico della Prima Squadra a partire dalla stagione 2021-22!». Tre anni di contratto per lo "Special One", mentre nella Capitale e in tutta Italia (ma più in generale nel mondo calcistico) la notizia genera ogni tipo di reazioni. I romanisti, tra il beato e l'incredulo, si scrivono messaggi: «Oh, ma hai letto?»; «Sì, arriva Mou!!» e ben presto a Testaccio compare un murales in onore del portoghese, ritratto a bordo di un'immaginaria Vespa "Specialone" in stile Vacanze Romane. In altri lidi, come peraltro accade spesso, sono travasi di bile e minimizzazioni (le stesse che abbiamo visto dopo il trionfo di Tirana).

L'attesa è lunga e spasmodica: dura due mesi, ma per certi versi si sente già la presenza di Mou in città ben prima del 2 luglio, giorno del suo sbarco. A Trigoria una folla festante lo accoglie tra cori, bandiere e fumogeni, mentre lui saluta, si batte il pugno sul cuore e indica lo stemma presente sulla sciarpa che porta al collo nonostante il caldo torrido. "La Roma al centro di tutto", sembra dire quel gesto, da considerare profetico col senno di poi. Sei giorni dopo, l'8 luglio, José viene presentato alla stampa nella suggestiva cornice del Campidoglio e traduce in parole quel gesto: «Io non voglio la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti». E quando gli chiedono come immagina la Roma tra tre anni, al termine del suo contratto, lui risponde con espressione sorniona: «Festeggiando. Cosa? Qualcosa?». Forse nemmeno lui, in quel momento, immagina che i festeggiamenti arriveranno molto prima.

Spinazzola dopo l'infortunio contro il Belgio nei quarti di Euro2020 (Getty Images)

Tra mercato e amichevoli

Purtroppo, proprio nel giorno in cui il tecnico di Setubal sbarca a Trigoria, nella semifinale di Euro2020 tra Italia e Belgio all'Allianz Arena Leonardo Spinazzola (fino a quel momento il migliore degli Azzurri) in uno dei suoi tanti scatti riporta la rottura del tendine d'Achille: le immagini lo ritraggono a terra, in lacrime, consolato da Cristante, e già lasciano presagire la diagnosi, che diventa ufficiale il giorno seguente. Tiago Pinto è quindi costretto a correre ai ripari in sede di mercato, e dal Palmeiras prende il laterale sinistro uruguagio Matias Viña per 13 milioni di euro. Ma il primo acquisto dell'era Mourinho è un portoghese: il portiere Rui Patricio, classe 1988, reduce da tre anni al Wolverhampton dopo una vita allo Sporting Lisbona. È lui l'uomo designato a ricoprire un ruolo che, dopo Alisson, non ha mai trovato davvero stabilità nella Roma. Arriva anche il ventiseienne uzbeko Eldor Shomurodov, reduce da una buona stagione al Genoa, per rinforzare l'attacco.

Abraham con Tiago Pinto il giorno dell'arrivo nella Capitale (As Roma via Getty Images)

Dall'8 al 25 luglio la squadra è in ritiro a Trigoria, durante le quali sostiene le classiche amichevoli "di rodaggio" (contro Montecatini, Ternana, Triestina e Debreceni: tutte vinte), quindi è la volta di una mini-tournée tra Portogallo e Spagna, nel corso della quale la Roma affronta il Porto (1-1), il Siviglia (0-0), il Belenenses (3-1) e il Betis (2-5), mettendo già in luce quel carattere "mourinhiano" che era mancato in passato. Il 14 agosto è il giorno in cui la squadra viene presentata allo Stadio Olimpico, avversario il Raja Casablanca, battuto 5-0. Nel frattempo, Edin Dzeko (che giusto a fine luglio aveva detto «penso solo alla Roma») decide di trasferirsi all'Inter. Dopo essersi consultato col tecnico, Tiago Pinto parte all'assalto di Tammy Abraham, centravanti classe 1997 fresco vincitore della Champions League col Chelsea: l'inglese sbarca nella Capitale il giorno di Ferragosto, accolto anche lui da una folla notevole, visto il giorno festivo. Nelle casse dei Blues vanno 40 milioni. Un grande colpo da parte del dirigente portoghese, costretto a effettuare un mercato «di reazione», come lo definisce Mourinho, in virtù del ko di Spinazzola e della decisione di Dzeko di andarsene.

Si parte!

I playoff di Conference League impongono un precoce inizio di stagione: il 19 agosto la Roma si reca a Trebisonda, sul Mar Nero, per affrontare il Trabzonspor, in quella che Mou definisce una sfida che sa di Champions. I turchi hanno infatti una proprietà ambiziosa, che in estate si è rinforzata con gli ex romanisti Gervinho e Bruno Peres. oltre alle vecchie conoscenze della Serie A Hamsik e Cornelius. Il primo tempo è combattuto ed equilibrato: a sbloccare la gara, al 55', è Capitan Pellegrini; dopo pochi minuti proprio Cornelius pareggia i conti, ma a 10' dalla fine Shomurodov (schierato titolare, dato che Abraham non è ancora utilizzabile) piazza il tap-in della vittoria. Tre giorni più tardi prende il via anche la Serie A: la Roma debutta all'Olimpico contro la Fiorentina di Vincenzo Italiano, squadra che si è mossa bene nella sessione estiva del mercato, con l'obiettivo di tornare in Europa. La prima rete del nostro campionato la segna Mkhitaryan, poi pareggio viola con Milenkovic; proprio l'ex di turno, Veretout, sigla la doppietta che vale il 3-1 e i primi tre punti stagionali. Spicca la prestazione di Tammy Abraham, che al debutto fornisce due assist, colpisce una traversa e più in generale dimostra di essersi calato fin da subito nella nuova realtà. Alla fine è proprio l'ex Chelsea a conquistare la palma di migliore in campo.

Veretout segna alla Fiorentina nella prima di campionato (As Roma via Getty Images)

Di nuovo all'Olimpico, il 26 agosto, c'è la sfida di ritorno col Trabzonspor per conquistare l'accesso alla fase a gironi della competizione che tante soddisfazioni ci darà a fine stagione. Apre Cristante, poi la Roma soffre e si aggrappa alle parate di Rui Patricio; quindi chiude i conti con Zaniolo ed El Shaarawy. Per il numero 22 è il primo gol dopo il secondo infortunio, e le sue lacrime di gioia mentre è a terra circondato dai compagni sono l'immagine più bella della gara. Siamo in Conference, dove veniamo sorteggiati in un gruppo con CSKA Sofia, Bodø/Glimt e Zorya Luhansk. L'ultimo impegno di agosto, prima della sosta per le nazionali, ci vede impegnati all'Arechi di Salerno contro la neopromossa Salernitana: nel primo tempo controlliamo il gioco, senza riuscire però a trovare la via del gol. A inizio ripresa il solito Pellegrini sblocca il risultato con un diagonale da posizione defilata; passano soltanto 4' e Veretout sigla il raddoppio. Al 69' arriva anche la prima gioia personale in giallorosso per Tammy Abraham, che con un destro su assist di Carles Perez chiude i giochi, prima che il Capitano cali il poker che gli vale la doppietta. Quattro vittorie nelle prime quattro partite: una partenza entusiasmante, certificata anche dalle parole dello stesso Pellegrini. Dopo il 4-0 ai campani, Lollo è a dir poco profetico: «Quest'anno nell'aria c'è qualcosa di diverso». Le difficoltà arriveranno, come è normale che sia, ma le parole del numero 7 saranno confermate da quanto accadrà a maggio a Tirana. Ma questa, come si suol dire, è un'altra storia...