Quattro squadre in tre punti con due sole giornate da disputare. E tanto per chiudere la scala numerica, con un solo obiettivo in testa: conquistare l'Europa che verrà. Dalla sua la Roma sembra avere il calendario, quantomeno sulla carta: Venezia all'Olimpico prima, Torino in trasferta poi, in una gara che però potrebbe avere ben poco da decidere. Premesso che ogni tipo di scongiuro è autorizzato, in caso di vittoria domani contro avversari che ancora prima del fischio iniziale del match potrebbero già essere aritmeticamente retrocessi, i giallorossi dovrebbero poi attendere i risultati delle contendenti per avere già dopo questo turno certezza di un posto nelle competizioni continentali della prossima stagione. In palio ce ne sono tre, il che vuol dire che una delle squadre in lizza resterà a bocca asciutta. Se una delle due a pari punti con i ragazzi di Mourinho - Atalanta e Fiorentina, che giocano rispettivamente sui campi di Milan e Sampdoria - dovesse perdere e quindi staccarsi di tre punti, potrebbe non essere necessario attendere il match coi granata. Come noto, un arrivo a pari punti farebbe subentrare il criterio degli scontri diretti, in vantaggio coi bergamaschi e pari coi viola (ma con differenza reti complessiva a favore della Roma). Stesso discorso per la classifica avulsa, che può coinvolgere da qui a fine campionato anche i biancocelesti guidati da Sarri, impegnati domenica in casa della Juventus.

Tre punti contro il Venezia possono quindi valere - se non il pass per l'Europa - l'avvicinamento decisivo al traguardo. Peraltro la qualificazione già in tasca può permettere anche qualche piccolo calcolo di formazione nella partita di chiusura del campionato romanista a Torino, anticipata a venerdì prossimo, in vista della sfida che tutti attendono con trepidazione, quella in programma a Tirana il 25 maggio. Rispetto agli undici schierati con maggiore continuità negli ultimi tempi, potrebbe cambiare qualcosa anche domani, ma senza stravolgimenti sostanziali.

Sarà sicuramente in campo dall'inizio Marash Kumbulla, destinato a prendere il posto dello squalificato Mancini. Si prospetta un periodo intenso per l'ex veronese, che tornerà nella sua Albania per disputare la finalissima di Conference League, probabilmente la gara più importante della sua ancora breve carriera. I suoi connazionali fremono e le cronache raccontano che la maglia giallorossa col numero 24 sia balzata in cima alle classifiche delle più vendute da quando la Roma ha conquistato l'accesso alla finale dell'Arena Kombëtare. Ma prima c'è la Serie A e per Kumbulla arriva un'altra occasione per confermare di essere un centrale affidabile. A completare il reparto con lui ci saranno Smalling e Ibañez, davanti all'inamovibile Rui Patricio. Possibile qualche innesto in mediana, al centro (uno fra Oliveira e Cristante può essere rilevato da Veretout) come sulle fasce, dove può riposare uno dei due esterni (Zalewski l'indiziato) per El Shaarawy. Davanti si ripartirà da Capitan Pellegrini dietro Zaniolo e Abraham. Intanto ieri a Trigoria Mourinho ha ricevuto da Ulivieri e Albertini la Panchina d'oro vinta nel 2010: all'epoca rifiutò di ritirarla, ma la fame di trofei può cominciare anche da qui.