Opa, atto secondo. L'atto finale. Perché la Roma uscirà definitivamente dalla Borsa. È l'estrema sintesi del comunicato con cui ieri la società giallorossa ha ufficializzato l'Offerta Pubblica di Acquisto delle azioni quotate in Borsa e in mano a una miriade di piccoli azionisti-tifosi. L'Opa sarà lanciata all'inizio di giugno, avrà una durata di tre settimane, estensibili a quattro. In ogni caso si chiuderà entro il trenta giugno, quando cioè si chiuderà il bilancio d'esercizio dell'ultimo anno.

Non è la prima volta che la famiglia Friedkin, proprietaria della Roma dall'agosto del duemilaventi, lancia un'Opa con l'obiettivo di uscire dalla Borsa. La prima volta, novembre del duemilaventi, con un'offerta ad azione da 0,11 centesimi, tutto fu meno che un successo (peraltro più che prevedibile), tanto è vero che soltanto l'1,6% degli azionisti aderì, consentendo alla proprietà di salire all'86,80% di azioni in loro possesso. Numero lontano da quel 95% necessario perché il restante 5% sia obbligato a vendere con la conseguenza dell'uscita dalla Borsa. Stavolta le premesse, compreso l'aumento di capitale in corso che se non sarà onorato garantirà una diluizione delle azioni in mano ai piccoli azionisti, sembrano però esserci tutte. Per due fattori determinanti: 1) il prezzo di acquisto offerto dai Friedkin è stato fissato in 0,43 centesimi, cioè oltre il 18% in più rispetto al prezzo di ieri e, su scala sei mesi, il più arriva a sfiorare il 40%; 2) nell'offerta formulata la Roma (consapevole che molti piccoli azionisti hanno comprato le azioni giallorosse più come un gesto d'amore che come investimento o peggio ancora speculazione) ha previsto un «Progetto fedeltà» da offrire agli azionisti (nessuna altra società al mondo lo ha mai fatto, è una proposta assolutamente innovativa) con l'obiettivo primario di farli sentire ancora più protagonisti (da azionisti a protagonisti, insomma) nelle vicende della loro, nostra Roma.

Questo progetto non può essere ancora ufficializzato (sarebbe un reato) fino al giorno del via dell'Opa quando sarà illustrato nei dettagli, a partire ovviamente dagli azionisti. E questa iniziativa a nostro giudizio può risultare decisiva per convincere alla vendita e raccogliere le azioni sufficienti per arrivare al 95% e quindi al delisting. Un'operazione che alla famiglia Friedkin, sempre più coinvolta nel progetto Roma, costerà una cifra intorno ai trentacinque milioni di euro (ne hanno già spesi circa seicento). Una scelta, quella di uscire dalla Borsa, che la famiglia Friedkin aveva in programma sin dal primo giorno d'acquisto, nella convinzione, assolutamente giusta, che uscire dalla Borsa vorrà dire snellire l'azienda, azzerando tutta quella burocrazia con cui si è costretti oggi a fare i conti (pensate per esempio alla relazione a cui la società è obbligata tutti i mesi).

Sarà delisting in ogni caso. Anche se non si dovesse arrivare al 95%. Visto che la Roma ha previsto pure un piano B. Ovvero la fusione delle due società (Neep e AsRoma) per crearne una terza. A quel punto, addio Borsa. Ma noi crediamo che l'opzione B non sarà necessario perché siamo convinti che il piano A sarà sufficiente a centrare l'obiettivo.

Soprattutto quando i piccoli azionisti leggeranno le parole che ieri il presidente Dan Friedkin ha dato alle stampe: «Quando siamo entrati a far parte della famiglia As Roma, sapevamo che stavamo assumendo un'importante responsabilità nei confronti del Club, dei suoi tifosi e della fantastica città di Roma: riportare la squadra tra le più importanti realtà calcistiche in Italia e in Europa. Sono trascorsi venti mesi incredibili e oggi ci sentiamo ancora più responsabili per il successo nel lungo termine dell'As Roma. Abbiamo già investito ingenti risorse finanziarie, tempo e impegno, che hanno consentito al Club di emergere dalla crisi più forte di prima. Siamo fiduciosi di poter dire che il futuro del Club che tutti noi amiamo sarà luminoso. È arrivato ora il momento di riaffermare il nostro pieno supporto al Club, alla città e ai tifosi. Abbiamo annunciato un'operazione finalizzata a rendere più efficiente la nostra struttura di business, che consentirà di portare avanti ulteriori investimenti volti a rafforzare la presenza dell'As Roma tra i più importanti player del calcio a livello globale. Per poter realizzare tale progetto abbiamo bisogno della collaborazione dei nostri tifosi e azionisti. Per tale ragione l'operazione, in caso di successo, consentirà ai nostri azionisti di ricevere un significativo premio economico, e di creare un legame ancora più forte tra il Club e i suoi tifosi, grazie a un innovativo programma fedeltà. Ulteriori dettagli in merito al programma fedeltà saranno annunciati a breve, ma ritengo che quest'ultimo darà l'opportunità ai tifosi di essere più vicini che mai al Club. Nutriamo un'enorme passione per questa città, per il Club e per i romanisti. Insieme a voi esultiamo per ogni vittoria e soffriamo per ogni momento difficile. Crediamo che questo sia il momento giusto per accelerare la realizzazione dei nostri obiettivi di crescita ripagare la resilienza, la fedeltà e la fiducia del popolo giallorosso. Sempre forza Roma».
Forza Roma.