Ieri si è conclusa Fiorentina-Roma, con la Viola che ha conquistato punti importanti per l'Europa League proprio contro la diretta rivale. La coppa europea, infatti, rappresenta uno degli obiettivi dei giallorossi, che cercheranno di riagganciare il quinto posto nelle ultime due partite che mancano. Intanto, oggi i calciatori hanno avuto un girono di riposo da Mourinho, che è stato intervistato da Football Daily. Al portale inglese, che ha rilasciato uno stralcio della chiacchierata, lo Special One ha parlato di Tammy Abraham: "Io penso non sia una decisione facile per un giovane lasciare il proprio club, la propria casa, la propria città, il proprio Paese, la Premier League, che è un campionato difficile da lasciare quando ci giochi. Credo lui lo abbia fatto perché si è fidato di me". Cosèì Mourinho ha commentato la scelta di venire a Roma di Tammy, aggiungendo: "Però se vuole tornare in Inghilterra, non credo che lo voglia ora, ma se vuole tornare in Inghilterra, deve solo schioccare le dita. Sono molto felice per lui e è tornato con la sua Nazionale. È venuto a Roma e non dico che ha dimostrato a tutti che avessero sbagliato, perché tutti sapevano fosse un bravo giocatore". Poi Mourinho ha concluso: "Inoltre, io penso che ragazzi inglesi come Smalling e Tomori hanno capito che c'è vita anche fuori la Premier League e che è una bugia che in Italia non possano migliorare come giocatori".

Infine, Mou ha parlato anche di se steso: "Sono in un momento di maturità della mia carriera e della mia vita, in cui non ho sensazioni negative, devo solo cercare di accettare le cose così come sono, le prendo in modo simpatico. Ogni volta che parlo con i giornalisti inglesi esce sempre fuori la battuta sul fatto che mi sono qualificato in finale e poi sono stato esonerato, perché è qualcosa che non succede a molti allenatori. Questa volta non posso dire che sono un privilegiato perché è successo solo a me (ride, ndr). Non ho rimpianti, non ho cattivi sentimenti, ci sono tante belle persone nel Tottenham e auguro loro il meglio, anche al presidente Levy. Ma con la mia carriera e con la mia storia, è stato strano quello che è successo. Ma alla fine questo mi ha aperto le porte per arrivare alla Roma e ne sono molto felice di essere qui".