Sarà una strana Pasqua di lavoro per i giocatori della Roma, in campo anche stamattina (ore 12) per l'allenamento di rifinitura e poi di corsa alla stazione nel pomeriggio per la partenza per Napoli. E sarà un anomalo lunedì di Pasquetta per loro e per i tifosi, i (non molti) non residenti a Roma che potranno entrare al Maradona, e tutti quelli che la vedranno in tv (calcio d'inizio ore 19 telecronaca Dazn). Dopo la fantastica serata di coppa la Roma si rituffa nel campionato, con un supplemento di preoccupaziome. Mentalmente bisognerà risintonizzarsi sulle necessità connesse al raggiungimento di un (non) obiettivo, il quinto posto, che lo diventa solo nell'ottica di una razionale valutazione tecnica che ha fatto maturare il convincimento che non sarà possibile rientrare tra le prime quattro, e così si cerca lo stimolo di vincere il campionato delle altre.

Ma non sarà facile mantenere lo standard espresso giovedì. Bastasse dirselo, si potrebbe affrontare ogni amichevole come se fosse una finale di Champions, ma non è così. Mettiamola al contrario: se la Roma lascerà domani sera il prato del Maradona con la testa alta e l'orgoglio di aver fatto un'altra grande prestazione, a prescindere persino da quello che sarà il risultato, allora si potrà considerare davvero completato il processo di maturazione su cui Mourinho sta lavorando da quasi un anno.

Ad attendere i giallorossi, che questa sera giocheranno per la prima volta con l'inedito accostamento della maglietta bianca con i pantaloncini rossi, ci sarà un vecchio amico, Luciano Spalletti, impegnato in una corsa scudetto che proprio nell'ultima esibizione, sette giorni fa in casa con la Fiorentina, ha subito un clamoroso e imprevisto stop. Così adesso si ritrova ad inseguire incalzato dalla Juventus, ieri però fermata dal Bologna.

Il Napoli è quasi al completo, Spalletti ha fuori Di Lorenzo e Petagna, ha messo in mostra un giovane e promettente terzino destro, Zanoli, ha rilanciato in qualche partita Juan Jesus, ha imposto come titolare l'altro ex giallorosso Mario Rui, ma sta indubbiamente risentendo della stagione non brillantissima di Insigne. Domani sera dovrebbe presentare Lozano sulla fascia destra con Zielinski ad occuparsi dei rifornimenti per Osimhen. Il confronto tra i centravanti delle due squadre è un altro elemento d'interesse della sfida. Hanno struttura ed entusiasmo simili e rappresentano indubbiamente i principali motivi di preoccupazione per le difese avversarie. Sono già 24 i goal segnati in stagione da Abraham, otto in più del nigeriano che è a quota 12 in campionato (Tommy è a 15) e ne ha segnati 4 in Europa League (Tammy 8).

Mourinho e Spalletti sono invece al sesto confronto, il portoghese non ha ancora mai perso. Buona anche la tradizione della Roma contro l'allenatore toscano: per lui lo score è di appena quattro vittorie, sette pareggi e nove sconfitte. Curiosamente la Roma arrivò alla partita di andata reduce dallo scempio del 6-1 in Norvegia contro il Bodø/Glimt. Alla fine fu 0-0 con un paio di importanti occasioni per parte e con un po' di nervosismo di troppo: così alla fine l'arbitro Massa fu costretto ad espellere tutti e due i tecnici. Ma allora Mourinho aveva qualche valido motivo per essere preoccupato, adesso sembra davvero più sereno.