Dichiarazioni

Mourinho: "Troppe ossessioni su Zaniolo. Giocare a 3 dietro ci ha dato stabilità"

Le parole del mister: "Notizie positive su Spinazzola ma impossibile stabilire la data del rientro. Drammaticamente diverso finire quinto o ottavo"

Jose Mourinho (Getty Images)

Jose Mourinho (Getty Images)

La Redazione
02 Aprile 2022 - 13:47

Mourinho ha parlato nella conferenza stampa della vigilia della gara contro la Sampdoria. Queste le sue parole: 

Domani si riparte. Sono tutti a disposizione chi è tornato dalle nazionali? Come stanno Zaniolo e Spinazzola? 
"Su Spinazzola le notizie sono positive però sembra che voi stiate cercando di avere una partita o un momento dove noi possiamo dire che lui torna, questo è impossibile. Sono troppi mesi senza allenarsi con la squadra, inizia adesso ad allenarsi con la squadra a poco a poco in modo progressivo. Sono tutti contenti, il giocatore e i medici. Ma tranquilli, non possiamo né vogliamo dire che torna la prossima settimana o la prossima partita. Tranquilli. Il giocatore è super felice e questa è la cosa più importante. Zaniolo è infortunato: arrivato infortunato dalla Nazionale, è arrivato giovedì con un problema al flessore e non si è mai allenato. Nessun problema per tutti gli altri, solo la gestione di Mancini quando è tornato ma è tornato presto. Anche quelli che sono arrivati ieri come Vina e Felix, questa gente che ha viaggiato di più, tutti a posto. Veretout non si è allenato con la squadra neanche oggi, non bisogna dire quello che non posso dire. Ma domani non è disponibile". 

Come sta vivendo questa fase Zaniolo? È rimasto 90 minuti in panchina nel derby, in Turchia non ha giocato bene quei 45 minuti. Che momento è per lui? 
"Avevo già scritto questo foglio, Zaniolo sarà la seconda domanda. Sapevo che non sarebbe stata la prima. Non parlo per principio delle questioni delle nazionali, parlo solo di noi per questione di principio. Mi dispiace tanto che l'Italia non è arrivata al Mondiale, se ci fosse stata Italia-Portogallo in finale playoff però ovviamente non posso nascondere che avrei preferito il Portogallo. Come persona che lavora in Italia e che ama l'Italia mi dispiace molto un campionato del mondo senza l'Italia. Su Zaniolo: posso dire solo che ci sono tanti giocatori che vanno in panchina col club una partita ogni tanto ed è tutta una cosa normale, naturale. Non vedo questo tipo di domanda con altri club, con altri allenatori. E' andato in panchina contro la Lazio, abbiamo adattato una strategia diversa con l'obiettivo di vincere una partita e l'abbiamo fatto. Non c'è storia. Dopo va in nazionale, quello che succede in nazionale non è da commentare. Poi è venuto giovedì mattina con un problema ai flessori. Non possiamo controllare quello che succede in nazionale, possiamo commentarlo ma non voglio commentarlo. Non si è allenato giovedì, venerdì e sabato. E' lui che dice per primo che non è disponibile per la sfida e non c'è storia. Non risponderò niente di più su di lui. Non vi vedo chiedere a Max Allegri perché non gioca Bernardeschi o Peppino, o a Inzaghi perché non gioca Edin. Qui ci sono ossessioni sulla situazione di Zaniolo. Se vuoi sapere qualcosa di più chiedi a Nicolò e al suo entourage e ti diranno, spero, la verità: che è venuto giovedì con un problema al flessore. 

In questi giorni è stato fatto un processo all'Italia come movimento calcistico. Lei che l'ha conosciuto in tempi migliori, ha una sua spiegazione? Come mai questa crisi? 
"Ho la mia opinione ma non voglio condividerla, basata su due esperienze diverse in Italia in periodi diversi. Non la voglio condividere. Non sarebbe etico. Se una persona con responsabilità, con potere istituzionale mi chiede un'opinione privata lo farò con piacere. Se c'è una cosa privata che posso condividere la mia esperienza ovviamente sono disponibile. Ma alimentare un giudizio pubblico...Non lo farò. 

Quest'anno la squadra dopo alcune belle vittorie ha pareggiato la partita successiva in campionato. La preoccupa questa cosa? Ha preparato qualche contromisura particolare sulla testa dei giocatori? 
"Qualche volta un pareggio non è un disastro, ma la conseguenza di un avversario difficile che gioca per, fra virgolette e con rispetto, rubare punti. Qualche volta un pareggio non è così un disastro come può sembrare. Però sono d'accordo che può succedere a una squadra che non ha ancora una mentalità di sapere quello che è giocare per vincere qualcosa. Quando tu sei abituato a questa mentalità capisci che ogni punto, ogni partita, è importante e un calo di concentrazione ti fa perdere punti. Alla fine vincere o no dipende anche da questi cali di concentrazione. Ieri ne abbiamo parlato, l'unico derby che ci interessa è quello della prossima stagione. Quest'ultimo adesso non ci interessa per niente, ci interessa solo che i tre punti sono qua e pensare alla Sampdoria. Concentriamoci sulla prossima partita, sulla Sampdoria e su quel bellissimo stadio e alle difficoltà e a un allenatore straordinario come Giampaolo, a dei tifosi veramente innamorati della loro squadra. Pensare alle difficoltà. Se vogliamo vincere la partita, non è la piazza e l'avversario dove possiamo andare sotto il nostro potenziale. Dobbiamo andare lì e giocare veramente bene per vincere". 

Questo assetto diverso con due giocatori dietro Abraham può diventare una cosa definitiva? La difesa a tre è la strada per il futuro? 
"Dopo averti sentito ieri in radio aspettavo una domanda più aggressiva e critica, non mi aspettavo una domanda così facile. Tu in radio sei super aggressivo e violento ma arrivi qui e ti caghi un po' davanti a me. Io ti rispondo alla domanda: giocare a tre è una situazione che in questo momento ha dato stabilità alla squadra ed è adatto alle caratteristiche di alcuni nostri come El Shaarawy e Zalewski. La squadra sta giocando con qualche stabilità. Penso che giocare a tre ci ha dato questa stabilità che mancava da tempo. Domani si, prossima stagione però non lo so e dipende da tante cose. Giocare con due dietro Tammy: non è che abbiamo giocato così. C'è una dinamica che dipende anche da come l'avversario si cerca di adattare a noi. Quella partita lì abbiamo analizzato un squadra che conosciamo bene e abbiamo deciso di giocare con Sergio e Bryan in una posizione maggiore di controllo. E con Micki e Pellegrini in questa posizione. Ma lì abbiamo diverse opzioni con Felix e Shomurodov ma anche Zaniolo che però domani non c'è". 

Quanto è importante lottare fino all'ultimo per il quinto posto viste le tanti indagini che coinvolgono alcune squadre di alta classifica...
"Non è compito mio, non può cambiare la mia mentalità. Per i giocatori è chiaro che possiamo finire quinti, sesti, settimi, ottavi...Tra il quinto e l'ottavo posto è drammaticamente diverso. Dobbiamo andare fino alla fine con l'ambizione di fare il massimo possibile dei punti. Non voglio pensare a queste situazioni". 

C'è una classifica degli expected goals che proietta la Roma al terzo posto...C'è molta proiezione offensiva...Non so se li ha letti questi dati, vorrei un suo commento. Riducono il gap? 
"È virtuale. Però tutti questi dati che esistono nel calcio si possono intrepretare e aiutano a pensare. Noi siamo una squadra che crea ed è offensiva. Abbiamo avuto possibilità di fare risultati diversi ma tutto questo è virtuale. Il calcio è semplice: chi segna di più vince le partite e fa punti. Dobbiamo vedere i dati in questo modo. Questa informazione per noi non è una novità, cerchiamo di vincere le partite e giocare bene. Abbiamo bisogno di continuità che ora abbiamo avuto per tanto tempo. Potevamo avere qualche punto in più trasformando qualche pareggio in vittoria ma tranquilli, c'è tanto da lavorare". 

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