Ha cambiato tanto la Sampdoria, e non necessariamente in meglio: la squadra rischiava e rischia tutt'ora la serie B (con tutto che la media punti si è alzata con l'esonero di D'Aversa e il ritorno di Giampaolo), il proprietario Massimo Ferrero, è stato arrestato il 6 dicembre (e mandato ai domiciliari il 23, dopo un paio di settimane a San Vittore), il presidente attuale, Marco Lanna, un ex di cui i tifosi giallorossi non hanno certo un gran ricordo, ha una sola missione, vendere il club il prima possibile. E in casi come questo il mercato di gennaio serve più che altro a snellire la rosa, per rendere più appetibile l'asset: sono ben 16 i giocatori che hanno lasciato il club da quando è stato pubblicato il primo elenco dei numeri di maglia, 8 lo hanno fatto a gennaio.

La particolarità è che, a parte il 20enne Ihattaren (un talento dalla testa matta, preso dalla Juve e subito girato in prestito, andato in panchina alla terza giornata e rientrato in patria pochi giorni dopo, senza neppure avvisare chi puntava su di lui), gli altri avevano tutti trovato un certo spazio: 6 presenze per De Paoli, gli altri tutti in doppia cifra, dall'ex romanista Ciervo, passato al Sassuolo (a titolo definitivo, a Genova era in prestito) dopo aver debuttato in A con i doriani, fino ad Adrien Silva, che aveva 17 presenze nelle prime 19 giornate, e ha risolto ai primi di gennaio per andare a giocare negli Emirati.

Per i rinforzi si è speso il meno possibile: Sensi e Conti sono arrivati per recuperare il tempo perduto per i tanti infortuni, l'ex interista per provare a conquistare la convocazione per il mondiale in Qatar, l'ex milanista, che aveva firmato per sei mesi, per conquistarsi un pluriennale (che poi alla fine ha firmato proprio con i doriani, rinnovando fino al 2025, dopo un discreto , con gol alla seconda apparizione, nel sorprendente 4-0 al Sassuolo). Rincon, in tempi ormai lontani conteso da Roma e Juventus, è arrivato in prestito dal Torino (con tutto che a giugno scadrà il suo contratto), il marocchino Sabiri dall'Ascoli: si è inserito bene, ha segnato su punizione contro la Juventus (sia pure grazie a una netta deviazione), e Giampaolo sta valutando di schierarlo nuovamente, come nell'ultima partita, al fianco dell'intoccabile Caputo (miglior marcatore con 9 gol, e quarto per minuti giocati, ma è arrivato alla terza giornata).

Ne farebbe le spese Quagliarella: il 39enne di Castelammare di Stabia ha segnato solamente 3 gol quest'anno, meno della metà (7) di un altro over 30 come Candreva, secondo marcatore della squadra, davanti a Gabbiadini (6), che però si è rotto il crociato, e tornerà l'anno prossimo. Mentre farà in tempo a tornare (ma non contro la Roma, pure se è rientrato col gruppo) uno dei più interessanti della rosa, Damsgaard, 21 anni, 41 presenze e 3 gol in A, pur dovendosi fermare a ottobre per una rara forma di artrite al ginocchio.