In sette hanno 113 anni totali. Ragazzi in età scolare o al massimo universitaria, ma che non hanno paura di confrontarsi con la pressione che la Serie A e una piazza come Roma in particolare porta con sé. Si chiamano Nicola Zalewski, Felix Afena-Gyan, Edoardo Bove, Ebrima Darboe, Cristian Volpato, Filippo Missori e Dimitrios Keramitsis. Alcuni sono romani e romanisti fin da quando muovevano i primi passi, altri sono nati in Italia da genitori stranieri o dall'altra parte del mondo da una famiglia di origini italiane, e poi c'è chi nel nostro Paese è arrivato da rifugiato, affrontando una traversata intercontinentale a bordo di un barcone. Storie e provenienze diverse, simbolo di una nuova generazione giustamente senza barriere né confini. Tutti hanno debuttato in Serie A tra la fine della scorsa stagione e quella attuale, tranne Missori: il terzino destro, capitano dell'Italia Under 18, è stato lanciato da Mou nel finale della gara casalinga con lo Zorya in Conference League. Ha talento da vendere e qualità nei piedi, perciò avrà modo di esordire anche lui in campionato, come i suoi amici e compagni. Nicola Zalewski, al momento, è l'uomo-copertina: lo ha fatto debuttare Paulo Fonseca nella passata stagione, e lui s'era tolto anche la soddisfazione di segnare un gol nella semifinale di ritorno di Europa League contro il Manchester United, ma una deviazione gli ha tolto la gioia di vedere il suo nome nel tabellino dei marcatori. Mou gli ha concesso qualche spezzone nella prima parte di stagione, quindi l'ha buttato nella mischia all'intervallo di Roma-Verona del 19 febbraio, con i veneti avanti di due gol. Lui ha giocato 45' ottimi, e da quel momento lo "Special One" lo ha promosso titolare, perlomeno in campionato: quattro gare di fila dal 1' e - sarà un caso - i giallorossi hanno ottenuto tre vittorie e un pari. Nel derby ha annullato Felipe Anderson sulla fascia dove, secondo alcuni addetti ai lavori, ci sarebbe stato il mismatch decisivo: lo è stato, ma tutto a favore del classe 2002 nato a Tivoli da genitori polacchi.

Gioie indimenticabili

In quella sfida con il Verona, nel corso del secondo tempo lo "Special One" ha buttato dentro anche un altro 2002 e un 2003: il primo, Edoardo Bove, come Zalewski ha esordito con Paulo Fonseca; centrocampista centrale, è appena sbarcato nell'Under 21 azzurra ed è romano e romanista. Il tecnico portoghese ha detto pubblicamente di fare molto affidamento su di lui e di apprezzarne la serietà e l'impegno: finora in stagione 11 spezzoni e un gol, segnato proprio ai gialloblù. Un tiro da posizione defilatissima, che ha sorpreso Silvestri e ha regalato alla Roma il 2-2 all'85'.

Cristian Volpato ed Edoardo Bove nella gara contro il Verona (AS Roma via Getty Images)

Ad accorciare le distanze aveva pensato - al primo tocco del pallone - il 18enne australiano Cristian Volpato, alla seconda presenza in A dopo 1' contro l'Inter. Numero 10 della Primavera di De Rossi, è arrivato in prova dall'Australia negli ultimi mesi del 2019, è stato tesserato a gennaio e fa parte della scuderia di Francesco Totti. Bove ormai è stabilmente in Prima squadra e nelle gerarchie ha scavalcato anche Ebrima Darboe: nonostante il gambiano abbia un maggiore minutaggio rispetto al romano (209' a fronte dei 104' del numero 52), qualche prestazione sottotono e il recente impegno in Coppa d'Africa lo hanno fatto scivolare indietro nelle rotazioni di Mou. Ma la stoffa non gli manca, come ha dimostrato nel finale della scorsa stagione, quando Paulo Fonseca gli ha dato fiducia, facendolo giocare con una certa continuità e schierandolo titolare nel derby vinto 2-0 a maggio.

Afena-Gyan e gli altri

A proposito di primi gol, a Felix Afena-Gyan (classe 2003) sono bastate tre presenze per mettere a referto la prima doppietta da professionista: le due belle reti a Marassi contro il Genoa il 21 novembre scorso sono valse i tre punti alla Roma, e a lui un paio di scarpe da 800 euro gentilmente offerte da Mou. Con 609', l'attaccante ghanese è stato il più utilizzato dei sette, e in più di un'occasione il tecnico ha dimostrato di preferirlo a Shomurodov. C'è poi Keramitsis, il più giovane del gruppo: classe 2004 (compirà 18 anni a luglio), è arrivato in estate dall'Empoli. Dall'Under 18 è passato alla Primavera, quindi ha debuttato con i grandi, anche se soltanto 1', il 16 gennaio contro il Cagliari. Il greco, centrale difensivo, è stata la vera sorpresa di Mou, che lo ha preferito anche a Tripi, nonostante quest'ultimo avesse fatto il ritiro con la Prima squadra. In totale, 1.326' per questi sette, protagonisti (chi più e chi meno) in una Roma dalla linea verde, che ha un'età media tra le più basse in Italia. Mou sa come individuare e coltivare il talento: non a caso segue la Primavera appena può; la Roma del futuro passa anche da questi ragazzi.