Il vecchio adagio secondo cui, man mano che si procede verso il rettilineo finale, il margine di errore si assottiglia sempre più sarà anche banale, ma come molte cose banali contiene una grande verità. In ambito calcistico, ogni gol, ogni punto perso o guadagnato possono fare la differenza. A maggior ragione nelle coppe, dove siamo ormai entrati nella fase a eliminazione diretta. Ecco perché, tra la gara di ritorno di Conference League contro il Vitesse e il derby di domenica, la Roma di Mourinho si gioca molto in questa settimana. Una bella fetta del presente (e del prossimo futuro) passa da questa settimana; anzi, da questa tre giorni, se consideriamo che l'impegno di campionato arriverà a meno di 72 ore dalla sfida contro gli olandesi.

Ricaricare le batterie

La squadra è apparsa stanca contro l'Udinese, complice la gara del giovedì su quello che - più che un campo di calcio - è sembrato un campo di patate: una gara ostica, che ha richiesto un notevole dispendio di energie fisiche e mentali. Ma nel calcio moderno non c'è tempo per rifiatare, soprattutto quando la stagione volge al termine e se - come la Roma - si è in gioco su più fronti. Occorre ricaricare le batterie delle gambe e della testa, ma continuando a lavorare con intensità, fare uno sforzo importante, dare il massimo e lottare su ogni pallone. Poi verrà la sosta, che permetterà a qualcuno (quelli che non saranno impegnati con le rispettive nazionali) di riposare un po'.

Del derby non c'è bisogno di parlare: già di per sé sentitissimo, in questo preciso momento dando uno sguardo alla classifica rappresenta un vero e proprio scontro diretto per l'Europa, con i biancocelesti avanti di un punto dopo il successo col Venezia. Per quanto riguarda la Conference, pur forti del successo ottenuto in Olanda, i giallorossi non potranno permettersi cali di tensione: la coppa è un obiettivo concreto della banda di Mou e il Vitesse si è rivelato un avversario da non prendere sottogamba. Dosare le energie in vista della stracittadina non sarà facile, ma il portoghese ha dimostrato già a Udine di ragionare di partita in partita, senza fare calcoli relativi agli impegni futuri.

Mou, guidaci tu

Del resto, man mano che la stagione avanza, ci si trova inevitabilmente a vivere momenti del genere, da "dentro o fuori". O meglio, da "All or nothing", per citare la serie di cui Mourinho è stato protagonista assieme al Tottenham. Il campionato è ancora lungo, ma dal derby passano molte delle ambizioni europee giallorosse. Del resto, lo "Special One" è stato ingaggiato, ormai 315 giorni fa, proprio per affrontare nel migliore dei modi momenti clou come questo. In passato, una sorta di ansia da prestazione ha limitato la squadra, che si è rivelata incapace di gestire la pressione. Il balzo in avanti, principalmente a livello mentale, è quello che si chiede a Pellegrini e compagni. E chi, meglio di Mourinho, può guidare una squadra giovane, esuberante, con evidenti limiti ma con tanta voglia di crescere? L'arrivo di José ha rappresentato una netta rottura con i progetti del passato, che avevano puntato su tecnici relativamente giovani ed emergenti. L'anno scorso, però, i Friedkin hanno deciso di ingaggiare il top. Un allenatore che vive per partite del genere, che vuole costantemente alzare l'asticella e che con la pressione va letteralmente a nozze. L'auspicio è che la squadra sappia incamerare il carattere e la competitività di Mou per compiere un vero passo avanti. Dalla sua, la Roma in queste due gare potrà contare sull'apporto del suo impareggiabile pubblico, pronto a riempire l'Olimpico nei limiti del consentito. Il feeling tra la squadra e i tifosi, fin da inizio stagione, è ottimo, e avere la spinta della Curva Sud e di tutti gli spalti può essere una preziosa arma in più per affrontare al meglio queste due partite cruciali.