Il 2022, che era iniziato nel peggiore dei modi con la sconfitta a San Siro col Milan e quella (a dir poco surreale) in casa contro la Juventus, sta invece evidenziando ora i passi avanti della Roma. Nelle ultime sette partite, gli uomini di Mourinho non hanno mai perso in campionato, raccogliendo quattro vittorie (contro Cagliari, Empoli, Spezia e Atalanta) e tre pareggi (Genoa, Sassuolo e Verona). In totale quindici punti, per una media a partita di 2,14. Soltanto la Juventus, proprio l'ultima squadra ad aver battuto i giallorossi, vanta una striscia positiva migliore, con quattordici risultati utili consecutivi. I bianconeri dominano anche la classifica per quanto riguarda i punti ottenuti nell'anno solare: 19 in 9 partite, frutto di 5 vittorie e 4 pareggi. Seguono Napoli e Milan (18 punti ciascuno), quindi il sorprendente Verona di Tudor (17). Seguono, con 15 punti, la Roma, il Sassuolo e la Lazio. L'Inter campione d'Italia in carica ne ha raccolti 12, l'Atalanta 9, ma entrambe le squadre contano una partita in meno. 

Oltre le critiche 

Singolare il fatto che le due strisce postive più lunghe del 2022 siano arrivate da due tecnici, Massimiliano Allegri e José Mourinho, molto criticati dagli addetti ai lavori tra l'autunno e l'inverno. Tacciati di "conservatorismo calcistico" (ammesso e non concesso che quest'espressione abbia senso), ad alcuni media piace contrapporli ai cosiddetti "giochisti"; eppure questi ultimi non è che stiano facendo meglio del toscano e del portoghese. Che - a onor di cronaca è giusto ricordarlo - sono i più vincenti tra i tecnici attualmente in Serie A.

Alla luce degli ultimi risultati ottenuti dalla Roma, assumono una nuova luce le dichiarazioni rilasciate dallo "Special One" dopo il 2-2 (acciuffato in extremis) al Mapei con il Sassuolo: «Il pareggio non era il risultato che volevamo, ma almeno è un punto. Avremmo potuto fare di più, ma non abbiamo perso le ultime quattro partite di campionato». E aggiungeva: «Questo gruppo è forte nell'empatia: siamo uniti e questo nessuno ce lo può togliere». Parole che qualcuno aveva interpretato come un ridimensionamento, ma che ora possono essere lette come una profezia, oltre che un modo per compattare il gruppo in un momento di difficoltà. La strada è ancora lunghissima, e solo il tempo saprà dirci se la Roma riuscirà effettivamente ad avere maggiore continuità: quel che è certo è che i passi avanti si vedono. Contro l'Atalanta, anche a livello di gioco. Con buona pace di chi sostiene che Mou sia solo un "catenacciaro": si sa, José logora chi non ce l'ha