Più opzioni per Mourinho: è stata questa la strategia attuata dalla Roma nella sessione invernale del mercato. La Roma era numericamente (fin troppo ampia), perciò quello che serviva era migliorarla qualitativamente e a livello di esperienza, prendendo calciatori duttili e di sicuro affidamento. Cosa che Tiago Pinto ha fatto, consegnando allo "Special One" Sergio Oliveira e Ainsley Maitland-Niles, elementi che già si sono rivelati utilissimi in queste prime partite disputate dalla Roma nel 2022. Con loro, e con il resto della rosa al completo o quasi, José può cambiare pelle alla sua squadra a seconda di esigenze, avversari ed eventuali emergenze. Andiamo a vedere come.

Jolly di fascia

L'inglese arrivato dall'Arsenal è un tuttofare della corsia: può giocare da terzino in una difesa a 4, o da esterno di centrocampo quando (e se) Mou dovesse decidere di riproporre la retroguardia a 3. Non solo: come visto nelle sue prime uscite in giallorosso, può agire sia a destra sia a sinistra, anche se il suo ruolo naturale è quello sulla fascia destra. Insomma, può sostituire indifferentemente sia Karsdorp sia Viña (spesso costretti agli straordinari nella prima parta di stagione), e può farlo indipendentemente dal modulo adottato. Più adatto ad agire sulla linea dei centrocampisti, contro Juve e Cagliari ha fatto il terzino destro (Karsdorp era ai box), con il Lecce ha agito largo a sinistra nel 4-2-3-1 e a Empoli ha fatto l'esterno mancino di centrocampo nel 3-4-1-2. La Roma camaleontica, in grado di cambiare assetto anche a partita in corso, vede nell'ex Gunners un rinforzo prezioso.

Leader della mediana

Per quanto riguarda Sergio Oliveira, Mourinho ha specificato che non si tratta di un regista vero e proprio, ma la sua attitudine al "comando", la capacità di gestire il pallone, di fare le scelte giuste e di inserirsi nella manovra offensiva lo hanno già reso inamovibile nel centrocampo giallorosso. Può agire in coppia con Veretout in una linea mediana a due (lo ha fatto contro Cagliari e Lecce), o può giocare al fianco di Cristante, che invece ha le caratteristiche per fare il regista. Proprio a Empoli, nel 3-4-1-2, il portoghese e l'ex atalantino sono stati schierati in coppia, dando buone indicazioni in ottica futura.
Il ventinovenne arrivato in prestito dal Porto, di base, è una mezzala, perciò può tranquillamente agire in un centrocampo a cinque: anche qui, le soluzioni non mancherebbero. Si va da un terzetto centrale composto da Oliveira, Cristante e Pellegrini, a uno (più di sostanza) con il numero 27, Cristante e Veretout. E non si può escludere a priori anche un 4-3-3, che però finora Mourinho non ha utilizzato. A prescindere dai partner di reparto, Oliveira è a tutti gli effetti un titolare inamovibile, a maggior ragione dopo l'ottimo impatto avuto in giallorosso (due gol e un assist alle prime tre partite). Avendo una difesa a tre e la copertura degli esterni, c'è anche l'opzione 3-4-1-2 con Capitan Pellegrini al fianco di Sergio e Mkhitaryan sulla linea della trequarti (ruolo che l'armeno ha ricoperto in maniera egregia al Castellani); questa soluzione, però, sembra attuabile con formazioni di medio-bassa classifica, mentre con le big sarebbe consigliabile un assetto un po' più prudente.

In avanti

Ipotizzando una rosa al completo (eccezion fatta per Spinazzola), i moduli a due punte non prescindono da Abraham e Zaniolo, che stanno dimostrando un ottimo affiatamento. Ovviamente, in caso di infortuni, squalifiche o necessità di turnover, Felix e Shomurodov rimangono delle opzioni alternative pur sempre valide. Con il 4-2-3-1 Nicolò si sposta a destra, ruolo che ha spesso ricoperto, anche nel recente passato, sia con Paulo Fonseca, sia con Mourinho; trequartista centrale Pellegrini, a sinistra Mkhitaryan (o eventualmente El Shaarawy), quindi Abraham unica punta. Nel 3-4-1-2 c'è la già citata opzione con Pellegrini sulla linea dei centrocampisti e Micki trequartista, che però è a netta trazione anteriore. In alternativa, in campo solo uno tra l'armeno e il Capitano, nel ruolo di raccordo tra i reparti, e una coppia centrale di centrocampo con Oliveira e Cristante, o Oliveira-Veretout.
Con la difesa a 3, i titolari sulla carta sono Mancini, Smalling e Ibañez, con l'opzione Kumbulla. In caso di retroguardia a 4, il brasiliano è il maggiore indiziato ad accomodarsi in panchina. Ma la stagione è ancora lunga e gli impegni sono tanti: servirà l'apporto di tutti. Forse può suonare banale come affermazione, ma è così. L'importante è che, pian piano, Mourinho abbia un maggiore ventaglio di scelte per la sua Roma.