Ha fatto 16 anni il 17 gennaio Jacopo Surricchio, e il 18 è stato annunciato ufficialmente come nuovo acquisto della Roma: tre mesi prima, il 23 ottobre, nei minuti finali di una gara interna finita molto male per il Teramo, sconfitto 4-0 dal Cesena, il centrocampista di Sambuceto, frazione di San Giovanni Teatino, provincia di Chieti, aveva debuttato in serie C, a 15 anni e 279 giorni. Amadei, facendo l'esordio a 15 anni e 280 giorni fissò un record destinato a durare 84 anni, battuto solamente lo scorso campionato, ben dopo la sua morte: certo, si parlava di serie A e non di terza serie, ma il talento abruzzese resta pur sempre il più giovane giocatore utilizzato nel calcio professionistico italiano in questa stagione, l'unico classe 2006. I nati nell'anno del Mondiale di Germania, al momento, non sono sbarcati neppure nel campionato Primavera 1: Alphadjo Cisse del Verona si è affacciato in panchina, Seydou Fini ha giocato 4' a novembre con la Fiorentina, poi è tornato in U17. E anche il neo-romanista, che dopo quello spezzone col Cesena ne fece un altro il 4 dicembre a Pontedera, si terrà ben lontano dalla squadra di Alberto De Rossi, almeno per quest'anno, e anche dall'Under 18 di Giuseppe Scurto, dove giocano i 2004: andrà in Under 17, con i 2005, sotto età, ma di un solo anno, come già capita a un altro paio di ragazzi. E di Primavera se ne parlerà l'anno prossimo, se convincerà la Roma a esercitare il diritto di riscatto previsto negli accordi per il prestito (oneroso) firmato con il club abruzzese. Che aveva altre richieste per il suo talento, in particolare dal Sassuolo, ma la Roma ha fatto valere gli ottimi rapporti, che vanno avanti da anni: in estate i due club si erano accordati per il doppio prestito di Bouah e Riccardi, anche se solamente il primo ha accettato di scendere a farsi le ossa in C.

Parla il mister

A richiederli era stato lo stesso tecnico che li aveva avuti quando guidava l'Italia Under 19, Federico Guidi, uno che Bruno Conti avrebbe portato volentieri a Trigoria, dopo che nel vivaio della Fiorentina ha allenato i vari Chiesa, Gondo, Capezzi, Bandinelli, Lezzerini, e soprattutto Gianluca Mancini, con cui vinse lo scudetto Giovanissimi. «Quando in estate sono arrivato al Teramo - racconta - come faccio sempre in C, mi sono fatto mandare per gli allenamenti, a turno, praticamente tutti i ragazzi delle giovanili, per farmi un'idea del materiale. E ne ho tenuti due, Furlan, un 2003, e Surricchio, del 2006. Che per l'età ha anche una buona struttura fisica, sarà un metro e 84. E che tecnicamente è molto bravo, perché il fisico non basta per esordire in serie C, specialmente a quell'età. Lui è un play: da ragazzino faceva il trequartista, io l'ho messo mezzala, anche per fargli migliorare un po' la quantità di gioco. Lui vive per il calcio, e ha grandissimi margini di miglioramento: è un ragazzo molto recettivo, che ha voglia di imparare, un libro con le pagine ancora bianche. E la palla non gli brucia mai tra i piedi, neppure quando è sotto pressione. Il problema, non solo per lui, ma per tutti quelli che hanno quelle qualità, e che giocano nel vivaio di un club di serie C, è che non trovano avversari alla loro altezza, nel campionato Primavera 3. E possono permettersi di giocare anche sotto ritmo, vista la loro superiorità tecnica: per questo gli ha fatto bene allenarsi con noi, con avversari adulti, e gli farà benissimo un contesto come quello della Roma. Se continuerà ad applicarsi, e non ci saranno altri intoppi, a centrocampo potrà fare quello che vuole: play, mezzala, a due o a tre, farà bene dovunque». Sabato a Trigoria c'è la Salernitana: potrebbe essere il giorno buono per la prima in giallorosso.