La corsa della Roma continua, nel segno di Haavi. Allo stadio Giuseppe Piccolo di Cercola le giallorosse battono il Napoli 1-0 e ottengono il settimo successo consecutivo in campionato, riagganciano il Sassuolo al secondo posto in classifica e sfruttano il rarissimo passo falso della Juventus per portarsi a -6. E quella di ieri è davvero una gara nel segno di Haavi: dopo la prestazione di grande sacrificio di una settimana fa contro l'Empoli (arricchita da un assist), dimostra ancora una volta di essere quella che più sta assimilando il 3-5-2 di Spugna (utilizzato anche ieri, quasi obbligatoriamente viste le assenze di Bartoli e Soffia) ed è spesso la maggiore fonte di occasioni per la sua squadra, con tanta corsa e cross di qualità con entrambi i piedi (peccato che raramente ci sia qualcuno al centro a raccoglierli). Il Napoli ha un piano gara tatticamente molto chiaro e ci si attiene per tutta la gara: difendere e ripartire quando possibile.

Contro un avversario chiuso le giallorosse riescono comunque a spingere e a creare tanto, ma il vantaggio nei primi 45' non arriva, complice qualche errore di troppo in fase di finalizzazione e una grande prova dell'ex Baldi. Se c'è una caratteristica che però la squadra di Spugna ha sviluppato in queste settimane di difficoltà dal punto di vista di organico è la tenacia: nonostante le linee avversarie molto strette e alcuni errori nella circolazione di palla, la squadra rimane fedele alle proprie idee e, che sia dopo un lancio di Giugliano o dopo uno scatto sulla fascia degli esterni, cerca sempre di controllare la gara e di sbloccare il risultato. Quando Spugna inserisce Glionna per Bernauer (58'), l'ex della gara riesce subito a entrare nel vivo del gioco permettendo alle sue di continuare un forcing che trova il giusto premio a 11' dalla fine. Proprio Glionna batte una punizione dalla sinistra, sull'ennesima parata di Baldi arriva Haavi che di testa sigla il gol da 3 punti. È la sua prima gioia da romanista, lei che di partita in partita si sta confermando come un innesto importante, un'individualità su cui la Roma può puntare anche quando ancora stenta ad arrivare la brillantezza nel gioco (come nell'ultimo periodo). Non mancano invece le vittorie (già 10 in questa Serie A e il record romanista è 11) e la consapevolezza di poter puntare davvero in alto.