Amarcord

Nel diluvio, il sole

Vent’anni fa contro i nerazzurri una vittoria cruciale nella corsa al tricolore. Delvecchio e Tommasi guidano gli uomini di Capello sotto una pioggia torrenziale

Delvecchio e Donati, 7 gennaio 2001. Enrico LODI / GRAZIA NERI DIGITAL CAMERA MandatoryCredit: Grazia Neri/ALLSPORT

Delvecchio e Donati, 7 gennaio 2001. Enrico LODI / GRAZIA NERI DIGITAL CAMERA MandatoryCredit: Grazia Neri/ALLSPORT

16 Dicembre 2021 - 12:30

Dici Bergamo e pensi a quel pugno al cielo nel diluvio di Damiano Tommasi: 7 gennaio 2001, un passo fondamentale nella corsa al terzo Scudetto della storia giallorossa. È la tredicesima del girone d'andata e la Roma allunga a +8 sulla Juventus di Ancelotti, che nel giorno della Befana è stata fermata in casa dalla Fiorentina (3-3). Dando retta ai "mainagioisti" (esistevano anche allora, non dubitate) ci sarebbero tutti gli ingredienti per steccare: un campo storicamente ostico per noi, un'avversaria in forma e che gioca bene (la Dea chiuderà la stagione al settimo posto) e che a settembre ci ha eliminato dalla Coppa Italia, scatenando una contestazione feroce per gli uomini di Capello. E poi c'è la pioggia: torrenziale, continua, viene giù da un cielo nero al punto che sembra di giocare un posticipo, invece le squadre entrano in campo nel primo pomeriggio. È la prima partita del nuovo anno e la Roma deve fare a meno di Batistuta, l'uomo che fino a quel momento ha guidato la squadra in vetta a suon di gol. Insomma, la partita si preannuncia di sofferenza.
Ma quell'anno c'è qualcosa di speciale nell'aria, e anche le più radicate tradizioni vengono sovvertite in virtù di una mentalità totalmente nuova. Ecco quindi che bastano quaranta secondi alla Roma per trovare il vantaggio: lo segna Marco Delvecchio, che quell'anno di gol in campionato ne farà soltanto 3, impegnato a fare il tornante a sinistra per coprire le avanzate di Candela. Quello a Bergamo è il primo in Serie A di quella stagione; qualche settimana dopo ne arriverà un altro, contro il Napoli, e poi l'immancabile sigillo nel derby. Totti dalla sinistra serve Montella, che salta Carrera e lascia a Delvecchio che, leggermente defilato, batte il futuro compagno Pelizzoli con un diagonale mancino. Nemmeno un minuto, e siamo già in vantaggio. L'Atalanta tenta di reagire, ma il muro eretto da Aldair, Samuel e Zago lascia passare ben poco: non è un caso se i tre difensori risulteranno tra i migliori in campo a fine gara. Il raddoppio che chiude virtualmente i giochi arriva al 41': Montella viene chiuso in area al momento del tiro, ma la carambola favorisce Tommasi che esplode un destro da posizione ravvicinata che non lascia scampo. Due a zero e pugno al cielo di Tommasi, quasi che il numero 17 voglia colpire le nubi e scacciarle. Il temporale non si placa e nel secondo tempo le maglie rosse si tingono ancor più di fango; Cristiano Zanetti a metà ripresa rimedia il secondo giallo, ma neanche in dieci la Roma si lascia intimorire. Il campo ai limiti dell'impraticabilità fa da cornice ai disperati assalti finali della Dea, ma al triplice fischio di Rosetti il risultato dice 2-0 per noi. La Roma inaugura l'anno più bello con una vittoria che le permette di allungare sulla Juventus; un ulteriore passo verso il tripudio di giugno.

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