La scena del Secondo Tragico Fantozzi è entrata nella storia del costume italiano, non solo in quella del cinema: la sera in cui c'è l'Italia in tv, il professor Guidobaldo Maria Riccardelli impone agli impiegati della Megaditta la visione de «l'immortale capolavoro del maestro Sergej M. Einstein, la corazzata Kotiomkin». Che poi sarebbe «La corazzata Potemkin» di Ejzenstejn nomi cambiati per evitare problemi legali - pietra miliare, datata 1925, del cinema mondiale che proprio ieri è stato proiettato al Nuovo Sacher, il cinema di Nanni Moretti.

Il dibattito

Nel film i partecipanti vengono perquisiti, sequestrando radioline e televisori, nella sala dietro Viale Trastevere ci sono una novantina di paganti, in maggior parte capelli d'argento ma anche tanti ragazzi, tutti con l'aria da studenti del Dams: che orrore, questo calcio. Due degli astanti, all'ingresso in sala: «Quante volte lo hai visto?», «Non meno di 15». Non c'era il cineforum, ma un discorso sì: Gianluca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna, unico a sottolineare che «tutto è filologicamente perfetto: in Fantozzi il film viene proiettato quando gioca l'Italia, e anche stasera c'era la partita con la Svezia. Avevo proposto di distribuire delle radioline, Nanni Moretti ha detto no». Il film è godibile, e molto più breve di quanto pensi chi non lo conosce, ma esigenze di redazione impongono di lasciare la proiezione a metà. E uscendo, nella hall deserta, le musiche di Edmund Meisel si mischiano alla telecronaca di Alberto Rimedio: in due sgabuzzini i dipendenti del cinema hanno acceso le tv. «Per me la corazzata Kotiomkin è una cagatapazzesca» è forse la battuta più famosa dell'intera filmografia di Fantozzi. Chissà cosa avrebbe detto, se avesse visto l'Italia di Ventura...