Smalling e Viña (con Calafiori) recuperati mettono in crisi Mourinho. Una "bella" crisi, perché la fine dell'emergenza dovuta all'assenza dei terzini sinistri che ha fatto tirar fuori dal cilindro del tecnico portoghese lo sfizioso 352 delle ultime partite ha restituito a José due giocatori importanti per revisionare il sistema di gioco o passare più facilmente in corsa dall'uno all'altro. Nelle ultime conferenze Mourinho non ha nascosto l'obiettivo, una volta rientrati Viña e Calafiori, di tornare al modulo su cui è costruita la rosa, cioè il 4231 solitamente utilizzato in carriera dallo Special One. Ma la comfort zone oggi paradossalmente si chiama 352.
Andando per gradi: Pellegrini è pronto a rientrare dopo aver riposato in coppa e le opzioni per lui sono due: o giocare alla Veretout, davanti alla difesa, o da intermedio di centrocampo, cioè da mezzala con compiti sia offensivi che difensivi, nel ruolo che contro lo Zorya è stato più che positivamente interpretato da Perez. Qualcosa di simile a quello che rese famoso Pelle al Sassuolo. In questo secondo caso l'ipotesi più probabile per il vice-Veretout è Gianluca Mancini, che con Mou non ha mai giocato lì ma l'ha già fatto in passato con il collega portoghese Fonseca. José comunque ha mischiato le carte ieri in sala stampa e non ha escluso nemmeno Ibañez come esterno destro, magari in un 4231 con lo stakanovista Karsdorp a riposo e Viña dall'altra parte. Certi del posto Micki, uomo ovunque a centrocampo, che farà l'altra mezzala, e la coppia d'attacco che ha funzionato con gli ucraini: Abraham e Zaniolo. Insomma Mourinho avrà pure una rosa corta, ma anche per merito suo, l'ha "allungata" grazie alla duttilità di diversi suoi uomini. E adesso, finalmente, se la può anche un po' godere.