Scrollandosi di dosso un po' di paure probabilmente irrazionali - perché il valore dello Zorya si era già visto all'andata ed era impensabile che potesse creare problemi al ritorno - la Roma ha spazzato via gli ucraini segnando quatto reti e sprecando una decina di favorevoli occasioni (tra cui un rigore malamente tirato da Veretout, dopo quello sbagliato con la Juventus in campionato). Così intanto la squadra giallorossa si è garantita gli spareggi di febbraio con una terza di Europa League, ma può ancora sperare che cambi di nuovo la classifica del gruppo C della Conference League che alla vigilia dell'ultima giornata vede in testa i norvegesi del Bodø, che ieri hanno battuto 2-0 il Cska, e la Roma ad inseguire a un punto: tagliate fuori le altre, ormai staccate.

Giovedì 9 dicembre la Roma andrà a Sofia a vincere e a sperare che il Bodø non vinca pure a Zaporyzya. La partita di ieri è stata in discesa sin dalle prime battute. Già dopo 27 secondi Zaniolo aveva messo un uomo solo davanti al portiere, Mkhitaryan, ma la sua posizione era viziata da fuorigioco (e comunque il tiro era finito fuori). Tatticamente, Mourinho aveva deciso di insistere sul 352, ma rinunciando al filtro che poteva garantire uno dei baby primavera (Darboe e Bove, su di loro c'era il dubbio della vigilia per sostituire Pellegrini, a riposo in panchina come Ibañez), dando invece fiducia a Perez nella non inedita posizione di mezzala (ci aveva giocato in certi secondi tempi d'assalto, ma mai dal primo minuto) e tenendo più alto Zaniolo, al fianco di Abraham. L'inglese è stato un po' la nota stonata del primo tempo, moscio nelle transizioni e assai poco lucido sottoporta: e sbaglierà tanto anche nella ripresa, al netto però del merito di una doppietta realizzata e soprattutto di un bellissimo raddoppio ottenuto con una splendida sforbiciata dentro l'area. Aveva cominciato la serata con un errore clamoroso al 3°, ancora su assist dell'ispirato Zaniolo: a due metri dalla porta aveva deviato alto. Al 15° è stata ammirata una bellissima uscita romanista, con Abraham fermato fallosamente a centrocampo, ma con Zaniolo pronto a servire in verticale El Shaarawy (splendido nella dedizione alla causa, nel ruolo a tutta fascia a sinistra) che di esterno destro ha tagliato l'area per mettere in porta Perez, che non ha sbagliato. Lo Zorya con il suo 433 in fase di possesso trovava anche incoraggianti sviluppi, ma ad ogni palla persa mostrava falle mostruose, con i terzini a uscire sempre altissimi (soprattutto Juninho a sinistra) e nessuna copertura a chiudere i varchi interni. Così paradossalmente la Roma si esaltava soprattutto nelle fasi di transizione, come al 17°, con Zaniolo a correre in solitaria per 50 metri, salvo poi cincischiare in area alla ricerca della soluzione migliore (tiro o passo, passo o tiro) e perdere il momento giusto. Al 22° ci ha provato Cvek solo per scaldare i guantoni a Rui Patricio, al 27° ancora Zaniolo, invitando Matsapura al volo.

Con lo Zorya a mano a mano pericoloso solo con interessanti schemi su corner, la Roma ha aumentato i giri del motore e non c'è stata più partita. Al 33° il raddoppio, con Veretout che ha strappato il pallone agli avversari sulla propria trequarti e ha corso da solo fino al limite dell'area servendo alla fine Zaniolo che stavolta di destro ha battuto Matsapura. Al 38° ha sfiorato il terzo gol Perez, al 40° l'occasione più ghiotta per segnare è capitata a Veretout: ma proprio come a Torino in campionato, il francese ha sbagliato il rigore generoso conquistato da Perez tirando moscio. Poco male, perché il 3-0 è arrivato in apertura di secondo tempo, ancora per merito di una splendida intuizione di Zaniolo che con una finta è sfuggito a Imerekov e poi invece di tirare ha servito Abraham che ha fatto gol a porta vuota. A nulla è servito il cambio di sistema per Skrypnyk, né i due cambi ordinati all'intervallo: dal 433 al 4312 non è cambiata la disposizione assai allegra della linea difensiva, già "sperimentata" dalla Roma all'andata. Così per altri dieci minuti la squadra giallorossa ha conquistato altre tre palle gol, mancando l'ultimo tocco con un po' di superficialità (due volte Abraham, una delle quali praticamente a porta vuota, e un'altra El Shaarawy, abbracciato dallo stesso inglese per la condivisa malasorte). Mourinho ha deciso allora di far tirare il fiato a qualche titolare per evitare di correre rischi inutili: dentro Shomurodov per Zaniolo, Zalewski per El Shaarawy e Ibañez per Smalling. Borja Mayoral ha invece proseguito il riscaldamento, forse Mou ha valutato di poter dare ancora qualche minuto a Abraham, frustrato per qualche conclusione approssimativa e magari in attesa di trovare la prodezza giusta per riconciliarsi col pubblico, quasi 40.000 spettatori nonostante il tempo da tregenda: e magicamente, con lo spagnolo ormai pronto ad entrare in campo, è arrivato proprio il colpo di genio dell'inglese. È accaduto alla mezz'ora della ripresa, con Mkhitaryan a cercare la via della rete con una girata di destro, la palla che si è alzata nella respinta di Imerekov e Abraham che ha deciso di volare all'indietro per cercare l'impatto in sforbiciata, trovandolo pienamente col collo del piede e battendo inesorabilmente Matsapura.

Sul 4-0 è potuto finalmente entrare Mayoral e subito dopo Mourinho ha fatto esordire un altro ragazzino, Missori, classe 2004, che ha battuto subito un record: si tratta infatti del primo ragazzo nato nel 2004 ad esordire in una competizione europea con una squadra italiana. L'ultima occasione è stata per Shomurodov (parato), l'ultima stupidaggine se la dividono Karsdorp e Mancini, ammoniti al 90° il primo per gioco scorretto e il secondo per le proteste seguite proprio all'ammonizione all'olandese. Due gialli evitabili che non sono piaciuti neanche a Mou.