Carlo Liedholm, figlio di Nils Liedholm, è stato intervistato ai microfoni della trasmissione radiofonica "Il Diabolico e il Divino". Tra gli argomenti trattati Genoa-Roma e un confronto con i giallorossi che vinsero lo scudetto nel 1983, proprio a Genova. Queste le sue dichiarazioni:

A cosa ti fa pensare la parola Genova?
"Ovviamente alla vittoria dello scudetto del 1983 all'ultima di campionato; si realizzò il sogno di portare il secondo scudetto alla Roma, direi meritato e sofferto, arrivato dopo un ciclo molto lungo. La Roma erano già anni che lottava per lo scudetto, andando banalmente a ripensare al gol di Turone che avrebbe potuto portarci già prima uno scudetto".

Cosa pensi degli arbitraggi di quest'anno nelle partite della Roma?
"Non saprei cosa dire, io tendo un po' come mio padre ad evitare di commentare gli arbitraggi, tendo a pensare che il sistema sia un po' cambiato, abbiamo assistito a mio parere solo a decisioni sfortunate, non vedo un accanimento nei confronti della Roma da parte degli arbitri".

Che partita sarà Genoa – Roma di domenica?
"È una partita da vincere per risalire un po' la classifica, la partita dovrebbe essere alla portata dati i molti cambiamenti che ci sono stati nella società rossoblu e le difficoltà che la stessa sta affrontando. La Roma sta avendo diverse difficoltà, vedo tanti infortuni e mi stupisce che anche con un allenatore così attento come Mourinho ci sia questo problema".

Manca un po' di personalità nella Roma?
"Pellegrini è un ottimo giocatore ma non mi sembra un leader, è un po' l'emblema di tutta la squadra. Secondo me Zaniolo ha molta personalità ma è ancora molto giovane. Comunque ci sono state squadre che hanno vinto anche senza leader, facendo affidamento sulla forza del gruppo. Ci vogliono però giocatori che in campo facciano la differenza come Spinazzola e Chiesa per la Nazionale, che saltano l'uomo. A mio parere la rosa della Roma non è così male né nei titolari né nelle riserve".

A quale vino paragoneresti la Roma dello Scudetto?
"È difficile paragonare la Roma ad un vino, la paragonerei al Grange Hermitage, che è uno dei più grandi vini del mondo ma viene da un posto che non ha una grande tradizione in ambito vinicolo e nonostante questo esprime una grande qualità, un po' come la Roma che ha una tradizione calcistica non così grande ma nell'anno dello Scudetto ha espresso una qualità eccezionale".