La Roma ha preso Ryan Norys. E chi è? Quanto è stato pagato? Da quale club è stato acquistato? In che ruolo gioca? L'ha voluto Mourinho? E si potrebbe continuare con gli interrogativi. Anche perché non ci sarebbero risposte. Nel senso che mister Ryan Norys sarà (è) il nuovo Chief Revenue Officer (perdonateci ma li etichettano così anche se la lingua italiana è meravigliosa) della nostra Roma. In pratica un mega direttore commerciale e dei ricavi del club giallorosso. Il manager che alla società di proprietà della famiglia Friedkin dovrà far fare uno scatto in avanti per quel che riguarda i ricavi, partendo dal settore sponsor.
Quella di mister Norys non si può certo definire una scelta di basso profilo. È l'esatto contrario. Perché si tratta di un dirigente di altissimo livello, con un curriculum alle spalle, soprattutto nel settore sportivo, di primissima qualità. Per dire: ha lavorato o lavora con club come i Los Angeles Dodgers (tra le principali franchigie negli Usa di baseball), i Miami Dolphins (tra le principali franchigie nel football americano), due club, per capirsi, che annualmente muovono decine di miliardi di dollari. E poi ha avuto anche una collaborazione con il Manchester City (quello dell'emiro, pure qui il cash non manca), così come in passato l'ha avuta con il Benfica (aveva avuto il compito di trovare lo sponsor per dare il nome allo stadio), cosa, quest'ultima, che può far supporre che negli anni passati la sua carriera si sia già incrociata con Tiago Pinto. Mister Norys è già stato a Roma. Ha incontrato la proprietà (ora Dan per un paio di settimane sarà negli Usa) e i massimi dirigenti del club. L'accordo è stato trovato e comincerà a lavorare per la Roma all'inizio del prossimo anno. Prenderà il posto di Alex Schotcher, da due settimane liquidato, ormai ex direttore commerciale della Roma che di base era a Londra.
Norys quando sbarcherà a Roma troverà ancora il dottor Francesco Calvo, contratto in scadenza il prossimo trentuno dicembre ma un accordo già più che abbozzato per continuare nella collaborazione almeno fino al giugno del duemilaventidue. Qualcuno potrà obiettare: ma come, ventiquattro ore fa, ci avete detto che il nuovo direttore commerciale sarà la dottoressa Serena Salvione e ora la cosa è già destituita di fondamento? Come direttore commerciale sì, ma la società giallorossa già da un po' ha avviato i contatti con la Salvione (si è dimessa dal Napoli). La firma non è stata ancora messa, ma tutto fa ritenere che anche lei entrerà a far parte dell'organigramma giallorosso con un ruolo che, pare, potrebbe essere quello per lo sviluppo industriale del club. Anche per la Salvione l'ufficialità è prevista per le prime settimane del prossimo anno.
Detto di mister Norys, passiamo al mercato calciatori che poi, ne siamo certi, a noi tifosi interessa un po' di più. Le ultime garantiscono che tra la Roma e il Manchester United, sia stato fatto più di un passo in avanti, per arrivare a un accordo per il trasferimento di Diogo Dalot (esterno basso in grado di giocare su entrambe le fasce). Oltre alla disponibilità del giocatore che a Manchester (dove arrivò su segnalazione di Mourinho) non gioca mai e che ha detto subito sì all'opzione Roma per tornare a giocare nel nostro campionato già conosciuto nella passata stagione con la maglia del Milan, ci sarebbe anche quella del club inglese alla cessione del portoghese (pagato tre anni fa circa ventidue milioni di euro). Cessione che sarebbe possibile anche con la formula del prestito (un paio di milioni) più un diritto di riscatto su cui però si deve trattare perché l'United vorrebbe fissarlo a quindici milioni con la clausola di trasformarsi in obbligo a un dato numero di presenze del ragazzo, mentre la Roma di milioni ne garantirebbe otto e un obbligo fissato a condizioni più complesse da centrare. In ogni caso ci sarebbero i margini per arrivare alla fumata bianca, anche se, come ormai sanno tutti, nelle vicende di mercato gli imprevisti sono all'ordine del giorno.
Ammesso e non concesso che sarà Dalot il difensore in più sulle fasce richiesto da Mourinho, c'è invece ancora da lavorare per l'altra priorità sottolineata più volte dal tecnico portoghese, ovvero il centrocampista, ruolo che lo Special One avrebbe voluto integrare già nel passato mercato estivo. Nelle ultime ore è ricicciato il nome del messicano Hector Herrera, cartellino dell'Atletico Madrid, contratto in scadenza il prossimo trenta giugno, quindi acquistabile a costo zero o quasi (o mettendo in piedi uno scambio con Villar). L'età del giocatore, classe 1990, il flop che sta vivendo a Madrid e, soprattutto, le smentite che ci sono arrivate dalla Roma, ci fanno ritenere che difficilmente il messicano suonerà al citofono di Trigoria. Al contrario dell'austriaco Grillitsch che in questo momento pare il favorito per dare a Mourinho il centrocampista che il portoghese ha richiesto.