L'astinenza sta per concludersi. Gioca la Roma. Era ora. Non se ne poteva più. Complici pure le scelte di mamma Rai che ha pensato bene di sistemarci nel palinsesto come ultima a tornare in campo in questi ottavi di finale di una Coppa Italia che per noi tutto dovrà essere meno che banale. Quattordici gennaio, lunedì sera, fischio d'inizio ore ventuno, ovvero la peggiore collocazione possibile. Per la squadra (tornerà in campo sabato prossimo contro il Torino), ma soprattutto per i tifosi che ancora una volta non sono stati considerati. Ma sarebbe stato così impossibile farci giocare tra venerdì e domenica con tutte le conseguenze immaginabili per l'affluenza allo stadio che, peraltro, stasera vedrà la Curva Sud al completo?

Alla Roma squadra, tutto questo deve interessare meno di niente. Si deve vincere e qualificarci per i quarti, punto e basta. Perché siamo più forti. Perché c'è bisogno di alimentare quel pizzico di entusiasmo rinato dopo le due vittorie che hanno chiuso il 2018. Perché la maglia e i tifosi lo pretendono. Perché c'è da onorare la prima dell'anno, ma soprattutto una coppa che ci ha visto storicamente protagonisti, anche se nelle ultime stagioni le delusioni vissute le sentiamo ancora sulla pelle. Perché se c'è un trofeo che si può vincere e spezzare l'astinenza da vittoria, questa sempre più difficile da accettare, non può che essere questo. Perché è vietato qualsiasi peccato di presunzione contro un avversario che si chiamerà pure Entella, ma che si presenterà all'Olimpico con la leggerezza di chi sta giocando la partita più importante della sua storia. Perché bisogna far dimenticare le ultime edizioni di questa Coppa che per nove volte abbiamo messo in bacheca (meglio solo la Juve, come ti sbagli) e non ci dispiacerebbe che si arrivasse in doppia cifra.

Farà bene Di Francesco, come farà, a non pensare a improbabili turnover come successo la scorsa stagione contro il Torino. Vada in campo la Roma migliore, al netto di infortuni, si provi a sistemare la questione Entella il prima possibile, poi nel caso ci sarà tempo per provare a recuperare qualcuno di quei giocatori che fin qui sono stati più un'assenza che un valore aggiunto. In primis, per esempio, Pastore, fiore all'occhiello del mercato estivo, giocatore che doveva garantire la qualità e le giocate per vincere le partite. Non è quasi mai successo, complici un paio di polpacci che non lo hanno lasciato in pace. Alla Roma serve un altro Pastore, anche se in quel ruolo di trequartista la Roma ha scoperto due talenti come Lorenzo Pellegrini e Zaniolo. Meglio così, anche se Di Francesco sarebbe felice di poter contare su un titolare in più. E pure noi. Forza Roma.