Quella serataccia norvegese brucia ancora, inutile nasconderlo. Anche se non soprattutto per José Mourinho, che ancora nella conferenza pre-Milan ha continuato a citarla, senza utilizzare mezzi termini: «La vergogna di Bodø». Oggi lo Special One tornerà a parlare in sala stampa, con Tammy Abraham al suo fianco, ed è probabile che torni sulla nefasta gara d'andata e su tutto quello che ne è scaturito. A partire dalle esclusioni eccellenti, che hanno reso più o meno immutabile la formazione titolare, come non si vedeva da anni a queste latitudini. Nessuna eccezione anche per domani, quando ci sarà da riscattare l'1-6, per l'orgoglio e anche per la classifica, che si è complicata dopo le due vittorie iniziali ponendo la Roma alle spalle dei prossimi avversari. Il primo posto nel girone eviterebbe il turno suppletivo e in modo particolare l'incrocio con le squadre provenienti dall'Europa League, garantendo invece subito l'accesso agli ottavi di finale.

Probabilmente il tecnico portoghese non farà però ricorso agli abituali undici di partenza, come annunciato già nell'immediato post-match in Norvegia. I postumi della sfida contro il Milan si sono fatti sentire per Capitan Pellegrini, che ha accusato un'infiammazione al ginocchio sinistro. Nulla di preoccupante, tanto che ieri era in campo a Trigoria nel gruppo che ha svolto il consueto lavoro di scarico, ovvero chi ha giocato più di un tempo domenica sera. Per smaltire le scorie psico-fisiche di una gara particolarmente impegnativa, era stato concesso il lunedì di riposo alla squadra, che soltanto ieri ha ripreso ad allenarsi.
Se Pellegrini non dovesse essere rischiato, la soluzione più probabile (oltre che già adottata quando il numero 7 è stato assente) è quella che prevede Mkhitaryan nella posizione di trequartista centrale, con El Shaarawy - in gol nell'ultima giornata di campionato contro la sua ex squadra - al posto dell'armeno sul lato sinistro dell'attacco. L'ex Arsenal non sta attraversando la sua fase più brillante, forse anche perché - come spiegato dallo stesso Mourinho - non è più un ragazzino e il lavoro al quale è chiamato sulla fascia richiede un ingente dispendio di energie. La controprova potrebbe arrivare proprio se giocasse in mezzo, alle spalle del centravanti, dove la sua capacità d'inserimento può trovare maggiori sbocchi. Con loro appare pressoché certa la conferma degli altri nove che hanno affrontato il Milan nell'ultima.