«Mi sento che fa gol...». Passa qualche secondo e Raffaele aggiunge: «Secondo me fa finta di crossare, la tira forte sul primo palo a giro». Silenzio, passano alcuni secondi e si sente un urlo: «Oddio!». Non è un film, è una story su Instagram, cioè in fondo una realtà dei nostri giorni. Protagonisti Raffaele Sestito e la sua fidanzata, Martina, che come tutti i tifosi romanisti era davanti alla tv mercoledì sera per Cagliari-Roma. La notizia è che Raffaele è il cugino di Lorenzo Pellegrini, da parte di madre. Ventinove anni, un legame strettissimo, rinforzato nel calcio perché anche Raffaele ha giocato a lungo a calcio, prima di farsi male e smettere. Ma senza abbandonare, se non altro la sua Roma e suo cugino, o per meglio dire «un fratello più piccolo, siamo cresciuti insieme, quindi più che cugini».
«Quando Zaniolo è caduto e ha preso la punizione, ho sentito una sensazione strana - racconta Raffaele - ho pensato "adesso batte Lollo e fa gol", ma ho pensato subito che avrei dovuto fare il video perché così nessuno, mi poteva dire che non era vero. Lorenzo si sarà fatto una risata quando ha visto la story... Quando è entrata non ci credevo. È un suo grosso gesto tecnico, lui ha preso una rincorsa un po' ambigua che non lasciava capire la reale intenzione, forse anche quello è stato un vantaggio, si è messo bene e ha fatto un gol che è nelle sue caratteristiche, non penso sia colpa di Cragno o dei soli tre uomini in barriera, quando la metti là c'è poco da fare onestamente...».

Ha la voce identica, identica, a Lorenzo e glielo dicono tutti: «Noi non lo sentiamo ovviamente, ma sappiamo bene di questa "caratteristica", potrei doppiarlo nelle interviste... (ride, ndr)». E ne conosce ogni lato, anche tecnico: «Non perché è un fratello, ma penso che abbia delle qualità incredibili, ha nelle sue corde. Sono contento che si è sbloccato anche nelle punizioni perché l'ha fatto in una partita che credo fosse fondamentale portare a casa per la Roma». Calci piazzati per i quali in passato è stato spesso criticato: «Non credo che abbia mai sofferto questa "critica", è una persona molto stabile dal punto di vista mentale, non si esalta e non si deprime facilmente, fondamentale caratteristica a Roma. Cerca sempre di migliorare le sue performance e si allena tantissimo sotto ogni punto di vista. Anche sulle punizioni è costantemente in allenamento per alzare l'asticella. Caratterialmente vuole ottenere il massimo».

E questo gli fa assumere anche parecchie responsabilità, come nei momenti difficili (vedi Bodø): «Sa prendersele, lui ha sempre sentito da romano e romanista certi oneri nei confronti dei tifosi, della città, della squadra, la vive così. Mourinho? L'allenatore è fondamentale secondo me, non bastano gli undici che entrano in campo, è chiaro che ha portato qualcosa in più non solo per Lorenzo, ma per tutti i giocatori. È un'iniezione di fiducia quella di quest'anno ma credo che Lollo stia raccogliendo tutto quello che ha costruito in questi anni e per cui ha lavorato». Con una maglia speciale sulle spalle, la numero 7 che è stata di Bruno Conti: «Ha le spalle larghe, è come lo vedete in pubblico, è mentalmente molto forte e attento e credo che questo, maglia o non maglia, fascia o non fascia, l'ha aiutato ad arrivare a quello che è oggi, e ha tanto ancora da migliorare».