Stamattina ai microfoni di Roma Radio è intervenuto Alessandro Florenzi per parlare del suo imminente rientro in campo e dell'amichevole di venerdì prossimo contro la Chapecoense, che lo vedrà giocare con la fascia di capitano al braccio. Queste le dichiarazioni del numero 24 giallorosso:

La partita con la Chapecoense di venerdì per vari motivi sarà molto importante per te...
"Sicuramente c'è innanzitutto la partita in sé, che sarà molto importante, contro una squadra che ha vissuto la tragedia che tutti sanno, ma che è ripartita a mille all'ora e sta avendo subito i suoi risultati. Sarà un onore per me giocare contro di loro e spera che ci sia tanta gente allo stadio per aiutarli".

Indosserai la fascia di capitano.
"Sì, questa è l'altra storia: dopo un po' di tempo, farò il mio esordio in questa gara da capitano e sarà sicuramente un'emozione. Ansia? No, però ho tanta voglia: sono dieci mesi ormai che non gioco. E' almeno un mese che mi sto allenando regolarmente con la Prima squadra: sto bene, mi sento bene e questo è l'importante".

Quanto ti è servito e quanto ti ha cambiato quest'esperienza del doppio infortunio?
"Non è che abbiamo accelerato i tempi, perché abbiamo seguito lo stesso protocollo utilizzato per gli altri tre che si erano fatti male prima di me, senza fare un giorno in più o uno in meno. Anzi, io ho fatto sei o sette risonanze più degli altri. Poi è successo quello che è successo... A parte il primo mese e mezzo, in cui ho avuto un po' di sbandamento che penso sia normale, poi sono ripartito alla grande".

È vero quello che si dice, che in questi momenti un calciatore scopre i veri amici e delle cose di se stesso che prima non conosceva?
"Sì, soprattutto ti dà quel qualcosa in più. Di certo non lo auguro a nessuno, però dentro la tua testa scatta un meccanismo e diventi più forte. In quei momenti ti attacchi alle persone che sai che non ti deludono: mia figlia Penelope, ma anche mia moglie è stata fondamentale":

Di Francesco ha già anticipato che contro la Chapecoense giocherà qualche minuto Rick Karsdorp, ma ci sarà anche un ragazzo che è arrivato ieri...
"Abbiamo preso un grande giocatore, un futuro campione. Tra noi, nello spogliatoio, eravamo contenti che fosse andato in porto l'acquisto di Schick, anche perché l'abbiamo visto l'anno scorso l'altro ci ha anche segnato... Abbiamo visto le qualità che ha e il grande giocatore che è: sarà di certo un valore aggiunto in questa rosa che è già competitiva".

Come hai vissuto la partita contro l'Inter? Cos'hai pensato al palo di Perotti?
"Sinceramente ho pensato che potevamo perdere, perché poi dici: un palo ci può stare, poi due, tre significa che devi perdere! A parte gli scherzi, secondo me abbiamo giocato una buona partita, dominando per buona parte del match: se uno di quei pali fosse entrato, sarebbe stata una partita diversa, anche perché li abbiamo presi tutti sull'1-0 per noi. Andando sul 2-0, poi poteva succedere di tutto: poteva capitare anche che ci riprendevano, però magari loro si sbilanciavano e noi potevamo avere altre occasioni. Comunque dobbiamo ripartire da quanto di buono è stato fatto domenica".

Vedendovi quotidianamente, trasmettete la sensazione che vi piace quello che vi sta facendo fare il Mister...
"Sì, assolutamente, anche perché quando lavori e vedi che ti riescono le cose che chiede il Mister è un punto in più".

L'altro giorno hai segnato un bellissimo gol in partitella, e mi pare che c'hai provato gusto...
"Sì, sì. Ci ho provato gusto, però ho una voglia matta di farlo in una partita vera!".

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