Negli ultimi anni, in Italia, si è sviluppato un dibattito che ha creato la dicotomia tra risultatisti e giochisti: i primi sono quelli che mettono il risultato prima di tutto, badando meno alla prestazione, i secondi sono quelli che provano a vincere sviluppando però delle tattiche ambiziose, mirate al dominio oltre che alla vittoria, anche per sviluppare identità tattiche che possano durare nel lungo termine. Alla domanda sul confronto diretto con Allegri, altro allenatore generalmente considerato come risultatista, e sei questo dibattito avesse senso, questa è stata la risposta di Mourinho:

"È un concetto un po' strano. Di solito quelli che sono chiamati risultatisti sono quelli che vincono, altrimenti non puoi chiamarli così, e non puoi chiamare risultatisti quelli che non vincono. Allo stesso tempo sembra che se chiami risultatista non è un aggettivo negativo. Questo, per me, è un concetto sbagliato. Io e Max abbiamo vinto qualcosa e questa va visto in un modo positivo, non è per forza essere risultatisti questo, ma grazie a Dio possono chiamarmi così".