Non è finita. Anche se la rivoluzione texana si può dire sia arrivata a buon punto dopo che, due giorni fa, è stato ufficializzato il cambio dell'Ad, arrivederci e grazie Guido Fienga, benvenuto Pietro Berardi. Ma alla nuova Roma che la famiglia Friedkin sta costruendo, mancano ancora un paio di tasselli per poterla definire completata sperando, ovviamente, che poi si riveli vincente. Tasselli che la proprietà, come sempre protetta, per scelta, dall'assoluto silenzio, sta cercando già da un po'. In primis un nuovo Francesco Calvo, ovvero il Chief Operating Officier, roba che per noi umani vuole dire Direttore generale. Per la verità il dottor Calvo, molto stimato dalla proprietà, abita ancora nella famiglia Roma. Si era dimesso nelle prime settimane di quest'anno, garantendo comunque la continuità su alcune questioni commerciali che stava seguendo in prima persona. Continuità che si è tramutata in un contratto di consulenza fino allo scorso trenta settembre, poi prorogato alla fine di quest'anno con compiti allargati anche ai rapporti con le istituzioni calcistiche italiane ed europee (è stato Calvo ad accompagnare il presidente alla prima riunione dell'Eca a cui ha partecipato mister Dan). Ma se non succederà qualcosa al momento imprevista, ci sarà la necessità di trovare un nuovo Calvo. Per quello che ci risulta le consultazioni sono state già avviate e ci sarebbero stati un paio di colloqui con un manager fiorentino e un altro campano.

C'è poi bisogno di trovare un nuovo Direttore commerciale visto che, non troppo tempo fa, è stato salutato il dottor Giorgio Brambilla. Anche per questa situazione i rumors non mancano, ma è quasi impossibile trovare minime conferme visto che la proprietà non gradisce nessuna fuga di notizie, cosa che se dovesse avvenire vorrebbe dire bruciare il nome del possibile prescelto. Per dire, per esempio, come si muovono i Friedkin, c'è stato raccontato che, quando qualche giorno fa è trapelata la notizia della possibile apertura della campagna abbonamenti in caso di allargamento al 75 per cento della capienza degli stadi (ufficiale da ieri), la proprietà non ha fatto mistero di non aver gradito.

Entro la fine dell'anno, comunque, le due nuove figure dovrebbero entrare nell'organigramma societario. Un organigramma che in meno di quattordici mesi, la famiglia Friedkin ha praticamente ribaltato nella sua interezza. Della Roma griffata James Pallotta, sono rimasti in pochissimi. L'avvocato Mauro Baldissoni si è dimesso dalla sua carica di vicepresidente con delega alla questione stadio. Il segretario sportivo Leo Longo è stato salutato senza troppi rimpianti. Manolo Zubiria (rapporti Uefa, grande capo di Trigoria, Global Sport Officier) e Paul Rogers (Capo dei Media) hanno capito in fretta che a Trigoria c'era un aria di rinnovamento. Salutata anche Federica Bafaro (Capo del personale), così, come detto, Giorgio Brambilla, direttore commerciale. Per ultimo, è storia di questi giorni, c'è stato il divorzio consensuale con l'Ad Guido Fienga che rimarrà come consulente-advisor fino alla fine di quest'anno.

A tante partenze, ovviamente hanno fatto riscontro molti arrivi, come numero più numerosi degli addii. A Tiago Pinto è stata affidata in toto l'area calcio della società, dovrà rispondere soltanto a mister Dan e mister Ryan. Stefano Scalera dalle istituzioni è arrivato per seguire la vicenda nuovo stadio (che per la comunicazione è stato affidata a Maurizio Costanzo). Come Capo del marketing è stato ingaggiato l'olandese Max Van den Doel, Maurizio Lombardo è il nuovo Segretario Sportivo, Lorenzo Vitali il responsabile dell'ufficio legale, Francesco Pastorella del Roma Department, Roberto Murgo il capo del personale, Betty Bavagnoli della sezione femminile, Simone Lo Schiavo il collaboratore più vicino a Morgan De Sanctis per il settore giovanile. E, dulcis in fundo, c'è un nuovo Ad, il dottor Pietro Berardi che sarà operativo al cento per cento dal prossimo primo gennaio.
Insomma, è stata portata avanti un'autentica rivoluzione. Ma non è ancora finita.