Era nell'aria da giorni, se non da settimane. Da ieri è ufficiale: Lorenzo Pellegrini sarà un giocatore della Roma (almeno) fino al 2026. L'annuncio della firma del Capitano sul rinnovo di contratto è arrivata poco prima delle 17 di ieri, una manciata di minuti in anticipo sulla conferenza stampa di vigilia partita di José Mourinho, fra i principali sponsor del matrimonio fra la società e uno dei suoi prodotti migliori. I volti distesi degli agenti del numero 7 all'uscita dai cancelli di Trigoria - che avevano varcato due ore prima - hanno dissipato ogni residuo di dubbio (pochi in realtà) ancora prima dell'ufficializzazione della fumata bianca tramite un tweet del club.

La Roma non ha comunicato lo stipendio pattuito con l'entourage, ma è ragionevole pensare che la cifra si aggiri intorno ai quattro milioni a stagione più una serie di bonus di facile raggiungimento. Ingaggio che porterà Pellegrini a diventare il giocatore più pagato dell'intera rosa (più dello stesso Abraham, che percepisce somme simili ma il cui ingaggio gode delle agevolazioni del Decreto Crescita). La trattativa non è stata semplice, è durata a lungo come era anche normale che fosse vista l'entità dell'operazione, ma alla fine ha dato i frutti sperati, riassunti dalla soddisfazione di Tiago Pinto: «Da quando ho iniziato a lavorare qui avevo l'obiettivo di arrivare a questo rinnovo. Lorenzo incarna alla perfezione le caratteristiche principali del nostro progetto sportivo, non solo per le sue indiscutibili qualità tecniche, ma anche perché da romano e romanista, cresciuto nel nostro settore giovanile, ha un legame identitario col club che lo rende un pilastro della Roma». Il GM ha raccolto un'eredità non semplice da gestire, fra i famigerati esuberi e un contratto importante come quello di Pellegrini vicinissimo alla scadenza. A nove mesi dal suo arrivo nella Capitale però, la doppia missione è quasi compiuta e il tassello di ieri è senza dubbio il più significativo. Anche perché arriva in una fase del mercato nella quale perfino i top club non riescono più a trattenere i loro migliori elementi, arrivando spesso e (mal)volentieri alla data limite dei contratti, senza essere in grado di rinnovarli. La Roma è riuscita ad andare controtendenza, anche grazie alla disponibilità del ragazzo. Le perplessità del suo entourage che hanno accompagnato alcune delle fasi più complesse dell'operazione erano essenzialmente dovute alle ambizioni del club (oltre che a una legittima aspirazione a monetizzare il più possibile). Ma prima l'ingaggio di uno dei migliori allenatori al mondo, poi una serie di investimenti importanti sul mercato, hanno dissolto ogni esitazione.

Alla fine è arrivata l'unica possibile soluzione, che rinverdisce la tradizione dei Capitani nati e cresciuti nella Roma. Emblematiche in tal senso le parole rilasciate da Lorenzo ai canali ufficiali del club. «È impossibile spiegare questa emozione. È quello che ho sempre voluto. Era arrivato il momento di legarmi alla squadra della mia città, quindi non potrei mai provare un'emozione più forte di questa. Firmarlo da Capitano ha un valore in più: per come la vedo io la fascia va conquistata ogni giorno, non è una cosa che va scritta su un foglio o data per scontata. Sono orgoglioso di essere al centro del progetto: fin da subito i proprietari, Tiago e il mister mi hanno fatto sentire importante, per un giocatore è fondamentale. Cerco di ripagarli ogni giorno col mio impegno, do il 110% in allenamento e partita, con l'obiettivo di migliorarmi sempre perché per vincere qualcosa non bisogna accontentarsi mai. Ho detto che quest'anno avverto un'atmosfera diversa: dipende dal mister, dal suo staff e da un gruppo unito, perché c'è la sensazione di giocare per degli amici, dei fratelli e questo fa sputare il sangue per chi ti sta vicino». Parole da Capitano, cui ha voluto fare gli auguri anche il più famoso dei predecessori: «Bravo Lollo». Firmato Francesco Totti. Non poco.