Una serata per ritrovarsi. Tutti. Squadra, dirigenti, dipendenti del club e sponsor. Una serata per aiutare i meno fortunati, in pieno spirito natalizio. Una serata allestita da Roma Cares per godersi le bellezze della Città Eterna all'ombra del Cupolone (l'evento si è svolto all'Auditorium della Conciliazione, a due passi da San Pietro), apprezzando anche lo spettacolo "Il Giudizio Universale, Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina", con la voce narrante di Pierfrancesco Favino e le musiche composte da Sting. Tutti i crismi del miglior viatico possibile per il periodo. Soprattutto per quanto riguarda il ricavato della serata, devoluto da Roma Cares all'associazione "Calcio Insieme", che coinvolge circa settanta giovanissimi affetti dalla sindrome di spettro autistico o di Down. Una serata differente dalle solite, meno mondana e più improntata all'aspetto culturale e solidaristico. Ovviamente sul palco sono stati chiamati i tre uomini che rivestono i ruoli più rappresentativi nella Roma: capitano, allenatore e direttore generale.

Significative le parole di De Rossi: «Porgo gli auguri a tutti i dipendenti che sono qui, anche loro fanno parte della nostra squadra a pieno titolo. Ci facciamo gli auguri anche tra noi calciatori, per tornare a essere felici in campo e invertire la rotta». Un riferimento al campo anche per Di Francesco: «Sono contento di questa serata e che ci siamo ritrovati per il Natale e colgo l'occasione per fare gli auguri a tutti, per primi ai miei ragazzi, che possano trascorrerlo sereno, ma per riuscirci è fondamentale fare una grande partita il 22».

Di tenore differente l'intervento di Baldissoni, che ha preferito sottolineare l'aspetto solidaristico dell'evento: «È importante trovare un momento per raccoglierci al di fuori dei nostri affanni quotidiani, favoriti dalla grande bellezza di Roma e di questo fantastico spettacolo a cui abbiamo assistito. Quello che raccogliamo oggi viene destinato a supportare a un progetto che va avanti da più di tre anni, per permettere anche ai bambini con disabilità intellettive di giocare a calcio e quindi di integrarsi meglio nella vita quotidiana».