Se vi siete stupiti perché Pedro ha segnato al derby, questo editoriale non fa al caso vostro; il gol dell'ex noi ce l'abbiamo proprio come clausola di validità sul contratto con il quale cediamo un giocatore ad un'altra squadra, quindi tutto rientra nell'assoluta normalità. Il romanista vero lo sa da questa estate che Pedro avrebbe fatto gol contro di noi, lineare epilogo di ogni vicenda di mercato che riguardi la Roma. Ma voglio dire: a noi ci ha segnato Matteo Pivotto; ha fatto un gol in Serie A, uno solo, e contro chi? Contro la Roma, che domande, non c'è nemmeno da chiederlo. Di testa su calcio d'angolo, quando lo avevamo venduto al Lecce. E se ci ha segnato Pivotto, figurati Pedro, che comunque è un giocatore anche capace. Lo so, potevamo sistemarlo in Islanda, ma credo ci fossero dei problemi fiscali nel caso di una cessione all'estero, cosa che avrebbe previsto il pagamento di certe tasse italiane, nell'ordine di qualche milione. Bisogna però che qualcuno spieghi tutto questo al bravo Tiago Pinto, e al resto dello staff tecnico, che ha fatto un eccellente lavoro per liberare la squadra di tutti i costosissimi esuberi di spogliatoio: quando cediamo un giocatore quello poi ci segna contro, è una legge del cosmo, quindi da qui in avanti, meno ex e più matrimoni.

Per il resto credo sia giusto pensare ad archiviare il capitolo di questa partita, come ha detto il mister; il match l'hai perso principalmente per le pessime condizioni nelle quali ha giocato Viña, perché dalla parte sua sono venuti giù come nella sala da pranzo di casa loro, co' le ciavatte proprio. Sul primo gol siamo in superiorità e segnano. Circostanza su palla lunga che forse legge male anche Patricio, che esce addosso all'avversario a valanga, sarebbe bastato un altro passo ancora e l'avrebbe presa lui. Si trattava solo di partire qualche istante prima. Vabbè ma dal divano di casa siamo tutti bravi. Il secondo trattasi del contropiede perfetto, se non fosse che l'azione è viziata da mostruosi errori arbitrali: c'è un rigore per la Roma grosso come Piazza del Popolo, che prevede l'interruzione del gioco, e se non è rigore, perché come si è chiacchierato il fallo verrebbe commesso in offside, la partita andava fermata lo stesso per battere la punizione del fuorigioco. Troppi errori tutti insieme per trattarsi veramente di errori. Ai quali aggiungerei il cartellino mancante su Leiva. Che va compreso in tutta la sua gravità se pensate al diverso trattamento che è stato riservato a Pellegrini nel turno contro l'Udinese: ed è proprio lì che è cominciato l'arbitraggio del derby. Ma questo vuol dire essere della Roma ed avere in panchina un signore che si chiama J. Mourinho. In più nell'azione del secondo gol Pedro va via a Cristante, che lo indica con il braccio come a dire: "attenti a questo, prendetelo!", ma è proprio Cristante che lo deve prendere, mentre Immobile poteva essere sdraiato con un fallo tattico anche da cartellino, perché era chiaro che stavamo prendendo gol. Anche questo in superiorità numerica: cinque contro due. E poi c'è poco altro, è stato un derby che ricorderò come Zaniolo contro tutti. In Europa invece le cose vanno bene, sarà una stagione a due velocità e dai due volti. Mi preoccupano solo i tanti pali presi dalla squadra. Avanti Ammiraglio, e forza Roma sempre.