Impiega più di un'ora la Roma per mettere in sicurezza il risultato contro i non irresistibili ucraini dello Zorya, ma alla fine vince in scioltezza e, ciò che più conta, si issa già solitaria in vetta alla classifica del gruppo C di Conference League, visto il pareggio senza reti nell'altra sfida tra Cska Sofia e Bodø/Glimt. Sul tabellino dei marcatori sono entrati El Shaarawy quasi subito e poi i due inglesi Smalling e Abraham, evento mai accaduto in una partita della Roma. La partita si è messa subito in discesa nonostante l'approccio della Roma non sia stato particolarmente brillante, anzi, non è stata mai brillante per tutto il primo tempo, forse perché si è accontentata del gol segnato in apertura da El Shaarawy su grande imbucata di Darboe (e difesa ucraina da mani nei capelli), forse per il turn over di Mourinho che ha messo dentro sette giocatori nuovi rispetto al derby, forse per l'idea dura a morire che se si abbassa il livello degli avversari si può abbassare leggermente anche il proprio impegno.

Sta di fatto che la pratica poteva essere chiusa ben prima di quando è accaduto (dopo un'ora di gioco, quando erano appena entrati Abraham e Zaniolo) e per tutto il primo tempo si è lasciata ai padroni di casa l'illusione di poter coltivare il sogno di tenere ancora risultato e magari qualificazione in sospeso. Tatticamente niente di nuovo rispetto al 4-2-3-1 ormai radicato con Mourinho, con Darboe addirittura preferito a Diawara e Villar accanto a Cristante (l'uomo che non riposa mai), la difesa con l'inedita coppia Smalling-Kumbulla (prima di ieri appena 15 minuti per l'albanese), con uno spaesato Ibañez a destra e un meticoloso Calafiori a sinistra, e un attacco con l'annoiato Perez, il redivivo capitan Pellegrini e lo spiritato El Shaarawy alle spalle del volenteroso Shomurodov. Loro con il 4-3-1-2 annunciato, con qualche vivacità tra centrocampo e trequarti, ma con una difesa piuttosto approssimativa. Così allo scoccare del 7° minuto El Shaarawy ha impostato l'azione entrando in campo nella propria metà campo da sinistra e andando a concludere l'ampio giro piazzandosi al centro dell'attacco, con un inserimento che ha ingannato i centrali di difesa (uno attirato da Shomurodov, l'altro rimasto più alto rispetto al terzino destro piuttosto basso) e favorito l'intelligente suggerimento verticale di Darboe. Il Faraone ha ricevuto in solitudine, ha saltato il giovane portiere Matsapura e ha depositato nella porta vuota. Pareva l'inizio di un monologo, in realtà la Roma ha tenuto basso il baricentro, lasciando addirittura ai generosi padroni di casa l'onere delle pressioni più alte, accontentandosi di provare a sfruttare le inevitabili possibilità in ripartenza. Così mentre lo Zorya provava a sfondare arrivando facilmente sulla trequarti, ma trovando quasi sempre ostacoli umani sulle conclusioni un po' affrettate, El Shaarawy pareva pigliarci gusto e arrivava spesso alla conclusione sempre provando il destro a giro, un paio di volte trovando le deviazioni in plastico tuffo di Matsapura, un'altra mandando la palla poco più alta dell'incrocio dei pali. Al 29° l'occasione più ghiotta è capitata invece sui piedi di Shomourodov, ben assistito da Pellegrini dopo una veloce transizione, ma la conclusione dell'uzbeko è stata deviata con un piede dal portiere ucraino e il 2-0 non si è concretizzato, provocando anche una risentita reazione di Mourinho.

Nella ripresa lo Zorya ha pagato forse lo sforzo prodotto nel primo tempo e a parte un pericolo inserimento iniziale di Sayydmanesh (che invece di tirare da buona posizione ha cercato un improbabile assist centrale) è praticamente a poco a poco uscito dalla sfida. La Roma ha cercato maggior concretezza rispetto all'abulico primo tempo e dopo un po' è arrivato l'inevitabile sbocco offensivo. Al 12° Pellegrini ha spezzato una manovra avversaria e ha scaricato su Darboe che con un'altra intelligente verticale ha lanciato in porta Perez che da sinistra ha calciato forte trovando però un altro bel tuffo di Matsapura. Mourinho ha deciso allora di giocarsi un paio di carte pesanti, inserendo al 17° Abraham al posto di Shomurodov e Zaniolo al posto di Perez. La mossa ha dato quasi immediata concretezza alla squadra, e in un minuto sono arrivate due occasioni ghiotte, prima con uno slalom dell'intraprendente Darboe e poi con uno spunto fulmineo di Abraham che, ricevuto da El Shaarawy un pallone nel cuore dell'area, se lo è spostato sul destro e prima ancora che sembrasse perso ha calciato forte cogliendo il palo in pieno. È stata la scintilla che ha provocato gli altri due gol. Al 21° un bel corner tagliato sul primo palo di Pellegrini è stato opportunamente allungato da Cristante e da un metro Smalling ha anticipato tutti di testa realizzando il 2-0. Altri due minuti e un'altra azione in palleggio romanista è transitata sui piedi di Darboe, El Shaarawy, Zaniolo, Pellegrini, ancora Zaniolo fino a un tocco avventato di un difensore ucraino che ha liberato al tiro Abraham, in agguato all'altezza del dischetto e pronto a realizzare con un bel destro angolato il gol del definitivo 3-0.

Skripnik ha provato a cambiare qualcosa inserendo subito due dei soli otto giocatori portati in panchina, Mourinho ha dato riposo allora a Darboe (con Diawara), Pellegrini (con Villar) e El Shaarawy (con Borja Mayoral), ma ne è venuta fuori una partita in cui ognuno cercava la gloria personale, provando conclusioni improbabili con compagni sempre meglio piazzati. Ci hanno provato Borja, Zaniolo, Abraham, ancora Mayoral senza trovare mai la porta. Così alla fine è stato lo Zorya a sfiorare il gol, con una deviazione sottoporta proprio all'ultimo secondo del recupero di Lunov, respinta con un balzo felino da Rui Patricio, con palla poi allontanata da Calafiori, finalmente arrivato al 90° di una partita. Bene così.