Dalla tribuna al campo, possibilmente passando per la scrivania. La settimana di Lorenzo Pellegrini è cominciata sugli spalti dello stadio Olimpico, dai quali è stato costretto a seguire il derby per un'insensata squalifica, prologo degli altri scempi arbitrali subiti domenica. Dev'essere stata una sofferenza per il Capitano assistere dall'esterno, lui romanista fino al midollo, al più immeritato degli stop. Ma adesso che il turno è stato scontato, il numero 7 è pronto a riprendere da dove aveva lasciato. Protagonista in tutte le otto partite nelle quali è stato disponibile, con sei reti realizzate e due assist decisivi dispensati ai compagni. Praticamente un gol procurato a partita, nel migliore inizio stagione della sua ancora giovane carriera.

Mourinho stravede per lui e non ne ha mai fatto mistero, elogiandone disponibilità e doti tecniche in ogni circostanza possibile, comprese le parole pronunciate pre e post partita nell'ultima giornata di campionato. Lo Special One ha fatto se possibile anche di più: gli si è posto da scudo prima ancora che gli impegni ufficiali iniziassero, sopendo sul nascere quel fastidioso chiacchiericcio al quale chissà perché sembrano destinati senza scampo i giocatori nati e cresciuti nella Roma fino a diventarne simboli, indossando la fascia al braccio. «Se ne avessi tre come lui, li schiererei tutti», è stata la benedizione di Mou. E Lorenzo ha incassato, tratto nuova linfa dal suo nuovo mentore e ringraziato nel miglior modo possibile, con prestazioni sontuose e nel segno della continuità. Tanto da spingere il tecnico portoghese anche oltre, a uno sconfinamento dei ruoli mai così gradito: «Deve firmare il rinnovo», il senso delle dichiarazioni di JM ribadite più volte.

E dopo una lunghissima trattativa, che ha preso il via già sul finale della scorsa stagione - rallentando poi in vista degli Europei - adesso la fumata bianca pare davvero vicinissima. I ripetuti incontri delle ultime settimane fra l'entourage del giocatore e i dirigenti giallorossi hanno vissuto un'altra puntata ieri. Non c'è ancora nero su bianco, ma è molto probabile che l'attesa firma sul contratto arrivi prima della prossima sosta per gli impegni delle nazionali: accordo fino al 2026 e ingaggio che dovrebbe aggirarsi intorno ai quattro milioni. E dato fondamentale in ottica romanista, questa volta senza alcuna spada di Damocle chiamata clausola rescissoria (che comunque Pellegrini si è sempre rifiutato di sfruttare). Ballano ancora i bonus, ma regna l'ottimismo. Prima però sarà il campo a parlare, con Lorenzo di nuovo titolare e Capitano, per suonare la carica e voltare subito pagina. C'è una coppa da onorare e il gusto della vittoria da riassaporare.